Gli tagliano la corrente: 55enne di Pordenone muore per scaldarsi

È morto per scaldarsi dal freddo, ucciso dal monossido di carbonio, un 55enne di Pordenone, vittima di una stufa a legna difettosa e della burocrazia implacabile. Da alcuni giorni l’Enel gli aveva staccato la corrente, secondo quanto riporta Il Gazzettino, proprio nella settimana più fredda degli ultimi 25 anni. A Pordenone città le temperature sono scese a -10 gradi e addirittura a -15 in Provincia. «Corrado De Pellegrin si stava battendo con l’azienda dell’energia perché gli venisse ripristinata la corrente elettrica nella casa di via San Quirino», scrive il quotidiano. Per le esalazioni da monossido di carbonio è morto anche il suo inseparabile pitbull, trovato morto accanto al padrone dai carabinieri della stazione di Fontanafredda. La Procura di Pordenone ha disposto accertamenti per chiarire con certezza le cause del decesso.

A Pordenone temperatura scesa a -15 gradi

La morte sarebbe sopraggiunta poco dopo la mezzanotte a causa del monossido. Il 55enne aveva ripristinato, poco prima di Natale, una vecchia stufa in ghisa da affiancare a quella che utilizzava per scaldare il piano terra. In questi giorni la provincia di Pordenone è stata tra le più colpite dal gelo. La centralina di rilevamento dell’Osservatorio meteorologico regionale di Piancavallo ha registrato una minima di -15,5. Anche nell’area urbana di Pordenone si sono registrate temperature prossime al -10.

La tragedia di Pordenone come il dramma di Avellino

La tragedia di Corrado De Pellegrin ricorda, per certi versi, quella di un 43enne di Avellino, morto per il gelo nei giorni scorsi.  Senza lavoro e con gravi difficoltà economiche, l’uomo da  un anno era costretto a vivere di stenti e si era  accampato in una struttura del capoluogo irpino abbandonata e malridotta. Con lui vivevano altri due uomini. A determinare la morte dell’uomo è stato proprio il freddo polare di questi giorni.