Gli attacchi informatici fanno paura alla Germania. Che prova a reagire

La Germania dovrebbe mettersi nelle condizioni di contrastare eventuali attacchi hacker con propri attacchi informatici. A dichiararlo, parlando con l’agenzia di stampa tedesca Dpa, è stato il capo dei servizi di intelligence interna della Germania (Bfv), Georg Maassen. «Consideriamo necessario non limitarci alla difesa», ha affermato. «Dobbiamo anche essere in posizione di attacco in modo da far cessare gli attacchi dei nostri antagonisti». Guardando al prossimo autunno, e alle elezioni federali in programma nel paese, Maassen ha ricordato
come il voto per il rinnovo del Bundestag sarà molto probabilmente occasione «per tentativi esterni di esercitare influenza».

Germania, linee guida contro gli hacker

Timori cresciuti enormemente dopo la denuncia dei servizi di intelligence americani. Maassen non è il primo responsabile tedesco a chiedere misure più efficaci e dure per contrastare il rischio hacker. Prima di lui era stato il ministro dell’Interno federale, Thomas de Maiziere, a proporre una strutture di sicurezza a livello federale che dia maggiori garanzie. «Una volta che abbiamo identificato il punto di partenza di un attacco informatico, dobbiamo anche essere in grado di contrastarlo attivamente». Ha aggiunto Maassen, chiedendo di concedere nuovi poteri al Bfv, tra cui il diritto di cancellare dati dal proprio server. «Il rischio è che il danno aumenti nel caso in cui una terza parte riesca ad accedere ai dati». Il responsabile dell’intelligence ha infine chiesto «chiare linee guida per la chiusura di infrastrutture dalle quali hanno origine gli attacchi e a partire dal quale hanno origine profondi pericoli per la cybersicurezza».