Giovani assassini di Ferrara, è già sagra del perdonismo. Ora basta

Per Manuel e Riccardo, i giovani assassini di Ferrara, è già cominciata la sagra del perdonismo. Basta leggere i giornali in questi ultimi due giorni, articoli che parlano di ragazzi “svogliati” e “fannulloni”,  cresciuti non si sa bene come tra noia e spinelli. “Non si sono resi conto di quello che hanno fatto”. Per loro era “come un gioco”. E poi giù, senza ritegno, con il sociologismo e lo psicologismo a buon mercato. È un cliché che si ripete davanti a ogni fatto criminoso di cui si rendono protagonisti dei giovani. L’ansia è quella di spieghare ad ogni costo la scelleretazza umana con i soliti fattori ambientali, come se nessuno fosse mai realmente responsabile delle azioni che compie. A contribuire ad alimentare il perdonismo ci si  mettono anche gli avvocati, che perlatro fanno il loro mestiere.   “Ho parlato con Riccardo, è una situazione veramente drammatica, è disperato. Abbiamo ripercorso insieme qualcosa di quello che è accaduto, alcuni passi dei fatti. Ricorda la nottata ma è molto confuso, a volte, su alcuni passaggi”. Lo dice Gloria Bacca, il legale di Riccardo Vincelli, il figlio della coppia assassinata.  “Riccardo è distrutto, sta prendendo coscienza è pentito. Deve essere aiutato e qui è il suo posto (un centro di accoglienza per minori n.d.r.) , per quello che ha fatto dovrà pagare e qui ci sono servizi sociali, educatori e psicologi che lo aiuteranno a superare per quanto si possa. E’ un minore e va trattato con delicatezza”. 

E già. Così non è escluso che tra qualche anno rivedremo il giovane parricida circolare tranquillamente per le strade del suo paese. È ora di dire basta. È ora di affermare quello che nessuno osa dire per non violare il diffuso codice buonista: quei due giovani sono due criminali. E come tali vanno trattati. Punto. Perché il crimine che hanno commesso è talmente atroce che può essere perdonato solo dalla divina Misericordia . Ma, per la nostra società, per i minimi c0dici morali di qualsiasi società, rimane qualcosa di orrendo. La ricerca delle cause psico-sociali può arrivare fino a un certo punto. Dopodiché rimane solo la coscienza umana davanti ai suoi misfatti. Ed è proprio questo il dato di buon senso che comincia pericolosamente a latitare nella nostra vita. Con il risultato che stiamo assistendo, in questi ultimi anni, a una moltplicazione  di mostri senza precedenti nella nostra società. Il delitto non paga. Non deve pagare. Se, nella coscienza comune, viene meno questa consapevolezza, ogni misfatto, anche la più orribile, diviene possibile.