Gianni Roberti, dal Fascists’ criminal camp alla pattuglia del Msi del 1948

Il 18 gennaio del 2010 moriva a Napoli, dove era nato nel 1909, Giovanni Roberti, Gianni, protagonista della storia della destra e del sindacato italiano del dopoguerra. Avvocato, fu deputato del Movimento Sociale Italiano sin dalla I legislatura, riconfermato per altri sei mandati, ossia fino al 1979. Combattente della Seconda Guerra Mondiale, fu preso prigionieri dagli inglesi e internato nel campo di concentramento di Hereford, in Texas, dove furono prigionieri tra i non cooperatori anche Roberto Mieville  eBeppe Niccolai. Era chiamato il Fascists’ criminal camp. Nel primo congresso del Msi, che si tenne a Napoli nel 1948, Roberti venne eletto vice segretario del partito insieme con Ernesto Massi e Arturo Michelini, Segretario era Giorgio Almirante. Nel 1950 Roberti, insieme ad altri tra cui l’ex deputato fascista e sindacalista corridoniano Giuseppe Landi, crea la Cisnal, il sindacato di destra, di cui diventa il primo presidente. Sempre impegnato sl duplice fronte dei lavori parlamentari e del sindacalismo, ricordiamo Roberti docente della scuola di partito del 1970, insieme con Di Crollalanza, Nencioni, De Marsanich, Valensise a altri. Nello stesso anno, insieme con Almirante e De Marzio, Roberti va a incontrare al campo profughi della Canzanella a Napoli i profughi dalla Libia, giunti pochi giorni prima da Tripoli cacciati dalla Rivoluzione Verde di Gheddafi.

Roberti ha lasciato quattro libri di memorie

Nel marzo del 1976, mentre stava tenendo una conferenza alla sede della Cisnal di via Aureliana, Roberti e gli altri sindacalisti vengono assaltati da un corteo studentesco dell’ultrasinistra. I lavoratori della Cisnal riescono a respingere gli aggressori che danno fuoco a delle autovetture davanti la sede. Riescono a dileguarsi prima dell’arrivo della polizia. Nell’ottobre del 1976, la stampa di regime lo accusa di stare preparando una scissione dal Msi insieme con De Marzio, ma quest’ultimo smentisce pubblicamente. L’anno successivo, però, aderirà a Democrazia Nazionale, il movimento scissionista dal Msi. Nel 1979, in seguito alla scomparsa di Democrazia Nazionale, si ritira dalla vita politica attiva. Nel 1988 ha pubblicato il libro L’opposizione di destra in Italia 1946-1979 con la prefazione di Giovanni Artieri, nel 1994 ha dato alle stampe Da El Alamein a Enfidaville con l’armata corazzata italo-tedesca, nel 1999 Quando si leva il vento e nel 2000 Pagine di diario. E’ morto all’età di 100 anni. Roberti rimane un grande protagonista della storia del Msi, che ha sempre saputo dare uno stile a tutte le sue iniziative e ha lottato per i diritti dei lavoratori e per la cultura giovanile.