Genny Cesarano, ragazzino ucciso per errore dai clan: 4 arresti a Napoli

Diciassette anni, ucciso dalla camorra per errore, con l’unica colpa di essere nato nel quartiere sbagliato, la Sanità di Napoli, e di essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato, quando i killer di un clan volevano vendicare un affronto subìto il giorno prima da una fazione opposta. Qui non c’entra la “paranza dei bambini” di Roberto Saviano e neanche la baby criminalità: l’omicidio di Genny Cesarano, il 17enne ucciso nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2015 in piazza Sanità a Napoli, fu una coincidenza assurda ma frutto del clima di violenza e di terrore in cui continua a vivere la città. Ma almeno, stavolta, sono stati trovati i colpevoli.

Quattro arresti per l’omicidio di Genny Cesarano

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 persone ritenute responsabili dei reati di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi, reati aggravati dal metodo mafioso. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e della Squadra Mobile, che si è avvalsa del supporto del Servizio centrale operativo, hanno permesso di fare “piena luce” sulle dinamiche e le responsabilità individuali dell’omicidio di Genny, per gli amici “Genny”, tra gli episodi di cronaca nera che maggiormente hanno coinvolto l’opinione pubblica napoletana negli ultimi anni.

Un ragazzo lontano dalla camorra

Il giovane, apparso fin dall’inizio delle indagini distante da ambienti criminali, fu ferito mortalmente da colpi di arma da fuoco poco prima delle ore 5 della mattina del 6 settembre 2015 nel cuore del rione popolare di Napoli, in quella che apparve essere una “stesa”, raid armato eseguito da gruppi criminali spesso composti da giovanissimi per ribadire il proprio predominio su un territorio.  Nei giorni successivi si svolsero fiaccolate nel quartiere caratterizzate da una vasta partecipazione popolare, la stessa partecipazione registrata ai funerali celebrati l’11 settembre 2015 in una basilica di San Vincenzo stracolma di persone e rappresentanti delle istituzioni cittadine. A un anno dall’omicidio, il 6 settembre 2016, è stata celebrata una messa in memoria di Genny da don Antonio Loffredo e padre Alex Zanotelli, tra gli animatori del movimento “Un popolo in cammino”. Al termine della messa è stata inaugurata in piazza Sanità una scultura dedicata a Genny dal titolo “In-ludere”, ad opera del maestro Paolo La Motta.