Fiat si prepara ad abbracciare il nemico tedesco: fusione con Wolkswagen?

Nel pieno della bufera sulle presunte manomissioni dei dati sull’emissione di scarichi inquinanti, con Berlino che accusa l’Italia di aver coperto i presunti “trucchi” della Fiat, arriva una clamorosa indiscrezione che parla di una possibile fusione con la casa tedesca. È il giorno del titolo di Fca che crolla in Borsa, ma è anche il giorno in cui “MilanoFinanza spara la bomba: negli ambienti industriali e finanziari sarebbe allo studio un progetto che prevede l’integrazione tra Fiat Chrysler Automobiles e il colosso tedesco Volkswagen, a sua volta scosso dallo scandalo dieselgate due anni fa. Il settimanale finanziario ha precisato che un’operazione di questo tipo potrebbe avverarsi solo nel medio periodo, dopo che il gruppo guidato da Sergio Marchionne avrà ridotto l’indebitamento. Ma intanto,il possibile matrimonio col “nemico” tedesco, storico concorrente della casa torinese, fa già discutere i mercati finanziari.

Berlino rilancia: “Ritirare le Fiat sospette dal mercato”

Da Berlino si continua a soffiare sul fuoco  per l’indagine aperta negli States su Fca. Ieri era stato il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt in una intervista alla Bild am Sonntag a parlate di coperture firmate dal governo italiano, con la risposta italiana dei ministri Calenda e Delrio. «Berlino, se si occupa di Volkswagen non fa un soldo di danno”, ha commentato il primo; « richiesta di Berlino è totalmente irricevibile», ha detto il secondo. 

Lo scandalo dieselgate della Wolkswagen

La casa tedesca era stata al centro di un pesante scandalo che l’aveva vista protagonista nel 2015 negli Stati Uniti. Il gruppo Volkswagen era stato accusato di gravi irregolarità nella gestione del sistema anti-inquinamento di alcune fra le proprie vetture con motore a gasolio grazie all’utilizzo di un software che ne modificava i dati in maniera illecita. Lo scorso ottobre la casa tedesca aveva concordato un risarcimento da 15 miliardi di dollari a seguito di una class action, poi è arrivato un altro accordo per versare al dipartimento di giustizia 4,5 miliardi di dollari