Far west a Catania, una rissa tra extracomunitari finisce in tragedia

Le urla. Il boato degli spari. L’eco assordante delle sirene: far west a Catania, dove un 27enne romeno è morto all’ospedale Vittorio Emanuele dove era stato ricoverato per ferite da arma da fuoco. Poco distante, nello stesso reparto, è stato ricoverato anche un marocchino di 24 anni colpito in maniera non grave da altri colpi di pistola.

Far west a Catania

Un locale notturno vicino la zona della stazione ferroviaria frequentato per lo più da extracomunitari. Una lite – di cui sono in corso di accertamento le cause – cominciata all’interno del luogo di ritrovo, proseguita e degenerata fuori dalla struttura dove, a un certo punto, qualcuno ha tirato fuori le armi e ha fatto fuoco. Un giovane, il ragazzo romeno, resta al suolo gravemente ferito. Le sue condizioni appaiono subito serie: e infatti, all’arrivo dell’ambulanza, nonostante i primi soccorsi e il successivo ricovero ospedaliero, per lui non ci sarà nulla da fare. L’altro ferito, invece, che ai carabinieri catanesi che seguono il caso, ha confermato l’aggressione dopo la lite, forse da parte di altri extracomunitari, ma non ha saputo fornire le loro identità.

Una guerra tra bande

Rivalità tra gruppi etnici diversi, una parola di troppo rispedita al mittente, una semplice rissa da bar finita in tragedia: saranno gli inquirenti al lavoro sul caso a stabile cause e colpevoli.  Ma ieri Roma, oggi Catania, domani Milano o Bologna: un mese fa la vittima era un cingalese, oggi un romeno, cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia, e il risultato è sempre lo stesso: nelle nostre città sale vertiginosamente il rischio della guerra tra bande, dell’allarme sociale scatenato da extracomunitari arrivati in massa e che si alimentano di insofferenza e violenze quotidiane, con le nostre città chiamate a fare da inquietante teatro di guerriglia urbana. Quotidiana.