Donna trovata morta a Milano, ha confessato un amico: «L’ho uccisa io»

Ha confessato l’uomo fermato per l’omicidio di Tiziana Pavani, la donna di 54 anni, segretaria della scuola elementare di Sant’Anselmo da Baggio, trovata morta nel suo appartamento a Milano con ferite alla testa. Si tratta di un 32enne incensurato con problemi di tossicodipendenza, con cui la vittima aveva una relazione. Ora è detenuto a San Vittore. 

La confessione dell’amico durante l’interrogatorio

Durante l’interrogatorio, il giovane avrebbe spiegato agli inquirenti di aver conosciuto la donna su un sito di appuntamenti cinque anni fa e di frequentarla saltuariamente da allora, intrattenendo rapporti di amicizia e sesso occasionale. La donna lo avrebbe anche aiutato a trovare un lavoro in una impresa di pulizie, ma secondo quanto ricostruito da qualche tempo cercava di interrompere la relazione. 

Il movente: un prestito non restituito

Alla base dell’omicidio, secondo quanto riferito dal giovane, vi sarebbe il fatto che la donna non era in grado di restituirgli un prestito di 2500 euro che lui le aveva fatto tempo prima. Per questo motivo, la sera di mercoledì 11, i due avrebbero iniziato a discutere, in un primo momento senza particolari conseguenze. Poi vi sarebbe stato quello che il 32enne ha descritto come un raptus, sopraggiunto mentre la donna stava dormendo e probabilmente causato, è stata la giustificazione, dall’assunzione di tre dosi di cocaina: una nel pomeriggio prima di incontrarla, una seconda mentre era in casa con lei e l’ultima, intorno alle 23, durante una breve uscita.

Gratta e vinci, slot e birre con i soldi presi alla vittima

Sarebbe stato proprio al rientro, intorno alla mezzanotte, che il 32enne sarebbe stato colto dalla rabbia e avrebbe aggredito l’amica con una bottiglia piena mentre stava dormendo, soffocandola anche con un cuscino sul viso per assicurarsi che morisse. Poi, secondo quanto confessato da lui stesso, il giovane ha preso i due cellulari e il bancomat della donna, con il quale prelevato 500 euro, spesi la mattina successiva in gratta e vinci, birre, slot machine e ricariche telefoniche. Prima di andare via dalla casa, però, si era premurato di cercare di “ripulire la scena”: ha portato via la bottiglia usata per l’aggressione e il sacchetto della spazzatura nel quale ha gettato i mozziconi delle sigarette fumate durante la serata. Inoltre, prima di lasciare l’appartamento ha aperto il rubinetto del gas sperando di provocare un incendio per cancellare eventuali tracce. Una volta fuori, poi, ha gettato tutto in cestini sparsi per la città, Infine, dopo aver prelevato e prima di rientrare a casa sua, ha gettato la carta, tagliandola in due, in un bidone condominiale.