Don Andrea Contin: sregolatezze e spese folli di un prete a luci rosse

La vicenda di don Andrea Contin, noto alle cronache come il “prete porcellone” che avrebbe fatto prostituire alcune parrocchiane in cambio di denaro, si arricchisce sempre di particolari inediti. Nuovi particolari di sregolatezze varie dell’ex parroco di San Lazzaro di cui dà conto, con dovizia, il mattinopadova.gelocal.it che sin dall’inizio sta seguendo la scabrosa vicenda. Don Andrea Contin, che secondo la denuncia di una parrocchiana avrebbe vissuto una doppia vita, deflagrato lo scandalo, ha trovato rifugio in Croazia e poi a Trento nel convento della Congregazione di Gesù Sacerdote gestito dai padri Venturini. Un convento dove soggiornano sacerdoti che hanno in corso grane giudiziarie per reati legati al sesso: un posto dove pare trovino conforto spirituale e si sottopongono anche a trattamenti seguiti da specialisti. Al centro dell’interesse sono sempre i soldi. Tanti soldi, parrebbe. E come poteva spendere tutti quei soldi il parroco di una chiesa periferica che, quanto allo stipendio, non incassava più di 1000 euro al mese? Don Andrea Contin dovrà spiegare dove li trovava. Anche perchè – come ha dichiarato la donna nella denuncia – pagava sempre tutto lui. Il sospetto della procura è che abbia appunto “venduto” l’amante in cambio di soldi, attraverso annunci pubblicati nei siti hard online. Pare che don Andrea Contin si rendesse comunque conto della sua doppia personalità: quella di sacerdote che crede nella sua missione pastorale da una parte, dall’altra quella di un uomo ossessionato dal sesso estremo e di gruppo vissuto a ogni ora del giorno e della notte. È persino spuntato un palchetto per assistere al palio di Siena tra i privilegiati al costo di mille euro. Una spesa elevata di cui adesso i giudici chiederanno conto a don Andrea.