Il destino di Bashar al Assad, l’uomo pacifico che non voleva farsi re

La storia segue dei cammini imperscrutabili, e molte volte trascinano gli uomini i destini che mai avrebbero immaginato. E’ il caso del presidente siriano Bashar al Assad, un medico che non avrebbe mai immaginato non solo di diventare capo di Stato ma soprattutto di trovarsi al centro di un golpe armato organizzato dall’esterno. Né avrebbe immaginato di essere chiamato “dittatore” da terroristi islamici e da presunte democrazie che avevano solo intenti golpisti. Golpe al quale ha saputo reagire, sconfiggendo le forze della sovversione che avrebbero voluto rovesciare un legittimo presidente. Figlio secondogenito di Hafiz al Assad, lui sì dittatore, raccontò che in trent’anni di vita era entrato solo una volta nell’ufficio presidenziale del padre. Bashar, classe 1965, studiava medicina a Londra, perché era già assodato che il ruolo di capo dello Stato siriano sarebbe andato al fratello maggiore Bassel. Bashar dopo essersi diplomato al liceo francese, si è laureato in medicina all’università di Damasco, entrando dopo la laurea all’ospedale militare Tishrin della capitale siriana. Quattro anni dopo è andato a Londra per specializzarsi in Oftalmologia al Western Eye Hospital. Ma nel 1994 ci fu il bivio nella vita di Bashar: il fratello Bassel morì improvvisamente in un incidente stradale e il padre Hafiz fece tornare Bashar in Siria per prepararlo al difficile ruolo di suo successore. E non critichiamo la successione tra padre e figlio e parenti, non è solo una caratteristica del mondo arabo, basti pensare ai Kennedy, ai Bush, ai Clinton…

Assad ha dimostrato di saper difendere il suo popolo da terroristi e aggressioni straniere

Appartenente alla minoranza alawita del Paese, in maggioranza sunnita, e al partito di maggioranza Baath, Bashar ha fatto del suo meglio al governo siriano, che presiede dal 2000. anno in cui morì il padre Hafiz. La Siria è uno Stato-chiave nello scenario mediorientale, il suo contenzioso con Israele e la protezione verso gruppi estremisti come Hamas le hanno attirato gli strali dell’Occidente. Ma Bashar ha sempre gestito con equilibrio e prudenza la posizione siriana in campo internazionale, anche, diciamolo, armandosi e rendendo il suo esercito uno dei più moderni dell’intera regione. Ma gli Stati Uniti inserirono proprio in quel periodo la Siria nel novero degli Stati-canaglia, definizione controversa e arbitraria che significa che prima o poi tali Paesi perderanno la loro sovranità nazionale e che anche i loro capi faranno una brutta fine: fu il caso della Libia, dell’Iraq, e di altri. La colpa principale di Assad fu quella, nel 2003, di esprimere il suo appoggio a Saddam Hussein, e lì gliela hanno giurata. Ma con la Siria gli Usa hanno fallito: dopo aver orchestrato dall’esterno le cosiddette primavere arabe, fallite un po’ dappertutto, in Siria hanno finanziato e armato gruppi terroristi fondamentalisti, riuscendo a scatenare una sanguinosa guerra civile, premurandosi contestualmente di far dare la colpa dai media internazionali – italiani ovviamente compresi – al presidente Assad, Della sua vita privata si sa poco: parla diverse lingue fluentemente, è appunto oculista, è sposato con Asma, donna sunnita, e ha tre figli. Vive con la sua famiglia nel palazzo presidenziale di Damasco. Si prevede che ci rimarrà, perché il mite oculista che voleva una vita tranquilla ha dimostrato, nel momento difficile, di saper guidare e difendere il suo popolo dalle aggressioni straniere e terroriste.