Dal cyber-terrorismo alle truffe on line: ecco come è monitorato il web

L’anti-terrorismo, come noto, agisce su più fronti: uno di quelli più minacciosi, naturalmente, è quello costituito dal web, spazio profondo e sconfinato al cui interno si possono occultare, mistificare, contattare e operare, reclutatori, cellule dormienti e cani sciolti. Non a caso, ancora recentemente  intelligence e polizia postale al lavoro sul fronte del contrasto al cyber-terrorismo e ai crimini sul web, hanno scoperto che per dialogare liberamente, ma in codice, per esempio jihadisti attivi in rete comunicavano tramite consolle di giochi e attraverso un linguaggio mutuato e criptato dai giochi.

Attività di contrasto al cyberterrorismo

E allora, per esempio, da un’indagine risulta che sono stati almeno cento i siti controllati dal compartimento della polizia postale di Perugia nel corso del 2016 nell’ambito del contrasto al cyber-terrorismo. La polizia postale di Perugia fa infatti parte dei nove compartimenti individuati a livello  nazionale che devono controllare continuamente gli spazi virtuali in cui potrebbero prendere il via percorsi di radicalizzazione islamista. Negli uffici di Perugia dunque, qualche ora a settimana c’è un mediatore culturale, un interprete di lingua araba cooptato per aiutare gli agenti impegnati nel lavoraggio di monitoraggio e rilevazione. 

Monitoraggio sul web anche sulle truffe online

Ma le indagini attraverso il web non si limitano al controllo del proselitismo e del reclutamento di jihadisti e terroristi in rete, la polizia infatti ha anche il compito di denunciare  i responsabili di reati legati alle truffe online: solo nell’ultimo anno sono state denunciate 264 persone. Sono circa 60mila euro invece i soldi restituiti agli aventi diritto che stavano per essere persi in qualche truffa ordita e realizzata in rete. Dodici, invece, i  casi di pedopornografia che hanno prodotto sei denunce e otto perquisizioni. Ma le cifre del sommerso, purtroppo, restano ancora alte e minacciose…