Cotral, fingevano di riparare persino i freni. Un arresto e cinquanta indagati

Truccavano le manutenzioni degli autobus delle linee regionali Cotral facendo risultare di aver riparato pullman che invece continuavano a circolare senza gli standard di sicurezza o, peggio, subivano continui guasti mettendo a repentaglio decine di persone. I finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato il titolare di una società affidataria dell’appalto per la manutenzione e riparazione degli autobus per «truffa aggravata ai danni dello Stato» e «frode in pubbliche forniture».

Cotral, un arresto e 50 indagati per truffa

Le indagini, partite da una denuncia presentata dagli stessi vertici di Cotral, durate oltre due anni, hanno fatto emergere una «reiterata e spudorata condotta fraudolenta realizzata da più società appaltatrici che, con la complicità di alcuni dipendenti infedeli di Cotral, hanno incassato somme per prestazioni mai eseguite». Le indagini, eseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale attraverso intercettazioni telefoniche, documentazioni, perquisizioni e sequestri, hanno fatto emergere un collaudato sistema di frode ai danni di Cotral. In particolare, la manutenzione richiesta non veniva concretamente effettuata, pur essendo attestata dagli organi di controllo dell’azienda; in caso di necessità di sostituzione di pezzi, in luogo di quelli originali venivano utilizzati pezzi di ricambio usati e ripuliti, spacciati per nuovi; nel caso in cui l’azienda forniva il pezzo da installare, questo veniva trattenuto dalla ditta per la successiva rivendita a terzi o addebitato a Cotral per altri lavori mentre sul veicolo veniva installato un pezzo usato ovvero si ripuliva quello presente.

False riparazione sui mezzi

Messa in crisi anche la sicurezza dei cittadini utenti. Le prestazioni riguardavano anche parti essenziali delle vetture, come il sistema frenante o le parti meccaniche principali di bus che in alcuni casi, avevano già oltre quindici anni di vita. I dipendenti di Cotral attualmente indagati invece di curare gli interessi dell’azienda hanno favorito i proprietari delle officine di manutenzione. Alcuni di loro, venuti a sapere delle indagini in corso poiché nominati ausiliari di Pg per esaminare i veicoli oggetto di riparazione, si sono subito preoccupati di avvertire i dipendenti coinvolti nell’attività di controllo e pertanto sono stati denunciati per il reato di rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento personale. Le lunghe e complesse attività di polizia giudiziaria svolte dalla Guardia di Finanza hanno consentito di segnalare all’Autorità Giudiziaria complessivamente 50 persone per concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture. L’unico arresto, per ora, riguarda un 55enne romano, responsabile di una delle officine coinvolte nell’inchiesta.