Coppia uccisa a colpi d’ascia a Ferrara, Manuel s’è già pentito: «Aiutatemi»

Sono passati solo tre giorni dall’efferato delitto commesso in combutta col suo amico, ma Manuel, 17 anni, s’è già pentito e ora chiede aiuto ai medici. Sarà che il carcere non è proprio comodo come la stanzetta di casa sua, sta di fatto che il ragazzo, in carcere dal fine settimana perché accusato di essere esecutore materiale dell’omicidio della coppia di Pontelagorino, massacrata a colpi d’ascia, sembra aver compreso la tragedia da lui originata con quell’assassinio programmato e organizzato con l’amico e figlio 16enne delle vittime. A terra, massacrati, sono rimasti i genitori, Salvatore Vincelli (59 anni) e Nunzia Di Gianni (45 anni). L’adolescente – secondo quanto riferisce il suo avvocato Lorenzo Alberti Mangaroni Brancuti – è già stato sottoposto alla prima visita medico-specialistica per poter ricevere un aiuto psichiatrico da esperti del settore. Il legale ha parlato a lungo con l’educatrice responsabile dell’iter che è “già stato attivato”; un percorso che “Manuel ha accettato di fare di buon grado”, desideroso “di farsi aiutare”.  

Manuel è in buone condizioni

L’avvocato ha visitato in queste ore il 17enne che ha trovato “in buone condizioni compatibilmente con la situazione”. Il ragazzino da venerdì scorso non ha più visto i genitori, dopo l’udienza di convalida del fermo al tribunale dei minori di Bologna, perché “si attende – spiega Alberti Mangaroni Brancuti – l’autorizzazione del magistrato”. Proprio i genitori di Manuel, sabato scorso erano in  prima fila alla fiaccolata per i due coniugi uccisi dal figlio e dall’amico 16enne. Le due coppie si frequentavano e i genitori di Manuel – come hanno dichiarato nei giorni scorsi – andavano spesso al loro ristorante a mangiare la pizza. «Ho parlato con loro – riferisce il legale di Manuel -, mi hanno raccontato che alla fiaccolata la comunità li ha accolti a braccia aperte senza condannarli: hanno riconosciuto che anche loro sono delle vittime di ciò che è accaduto».