Contributi a FI, Berlusconi avvia il check: chi non è in regola è fuori

Berlusconi non transige. Su Fi e sulle quote da versare. Altrimenti? Altrimenti addio candidatura. Forza Italia in Parlamento vale circa 5 milioni di euro. Ma è alle prese con un ‘buco’ di altrettanti milioni dovuto ai ‘cattivi pagatori’, ovvero agli eletti (dai deputati ai senatori ai consiglieri regionali e comunali) che non hanno saldato la quota d’iscrizione annuale (mille euro) o il contributo mensile (variabile tra 600 e 800 euro), dovuto al partito, cui vanno aggiunti i 25 mila euro di una tantum richiesti per la campagna elettorale alle politiche. Per coprire l’ammanco e mettere una volta per tutte una toppa alle casse azzurre sempre più malconce dopo l’abolizione totale del finanziamento pubblico, Silvio Berlusconi ha deciso di correre ai ripari con il pugno di ferro contro i morosi. Il 28 febbraio è la data segnata dall’amministratore unico Alfredo Messina con il cerchietto rosso: entro allora, come deliberato all’unanimità mercoledì scorso al Comitato di presidenza, tutti gli ‘insolventi’ dovranno mettersi in regola con il ‘pregresso’ e il ‘corrente’, pena la decadenza dagli incarichi fin qui ricoperti e, quindi, la conseguente mancata candidatura nelle liste alle prossime elezioni. L’elenco degli inadempienti è sul tavolo del tesoriere ed è top secret. Solo il 30-40% degli azzurri, (ovvero, circa una trentina degli attuali 92, tra Camera e Senato), sarebbero in regola, ma si tratta di rumor. Da subito, avvertono a palazzo Grazioli, ogni eletto dovrà fare un check accurato su quanto versato fino ad ora. Altrimenti bisognerà vedersela con Berlusconi. Forzisti avvertiti.