Clandestini, se persino il rossissimo Mugello si ribella al governo del Pd…

Il Mugello è sinonimo di comunismo da sempre: è la zona dove probabilmente il Pci e ora il Pd hanno sempre avuto percentuali tra il 70 e l’80 per cento. Era il collegio, per capirci, dove il partito candidava chi doveva essere eletto per forza, tipo Di Pietro. E il Mugello non ha deluso mai. Se ora anche quella zona protesta contro i clandestini, vuol dire che la misura è davvero colma. Il Mugello è “da sempre terra accogliente e responsabile, e gli amministratori e cittadini mugellani non si sono mai tirati indietro di fronte all’esigenza di individuare luoghi e strutture per offrire sistemazione a migranti e profughi”. Ma la situazione si fa pesante e il territorio non è in grado di sostenere ulteriori presenze. Non solo: è necessario un riequilibrio per queste zone, eccessivamente caricate. Lo scrivono gli amministratori mugellani, tutti di sinistra, al ministro dell’Interno, Marco Minniti. Lo scrivono con preoccupazione, e in parte amarezza, ma pure fermezza. ”Fin dall’inizio dell’emergenza abbiamo agito con senso di responsabilità e adempiuto ai nostri doveri – si legge nella lettera indirizzata al titolare del Viminale – E lo abbiamo fatto anche partecipando al bando nazionale del Ministero dell’Interno per lo Sprar, convinti che questo, come sostenuto anche da Anci Nazionale, sia il sistema che garantisce da una parte un’accoglienza dignitosa e una risposta adeguata alle richieste di asilo senza mettere a rischio la tenuta sociale, e dall’altra un ruolo centrale, e non passivo, degli enti locali, con una stretta relazione col mondo associativo e un basso impatto sulla comunità locale”. Tuttavia, osservano gli amministratori mugellani, “a scelta dello Sprar non ha portato, come auspicato e chiesto più volte alla Prefettura di Firenze, alla interruzione dell’apertura dei Cas nel nostro territorio”.”Non solo, i nostri Comuni hanno visto incrementare le assegnazioni. I soli centri Cas, al 14 gennaio 2017, fanno registrare una presenza di 423 persone, accolte in strutture molto diverse tra loro per caratteristiche e concentrazione – scrivono ancora gli amministratori – Accanto a piccole strutture, nate nel rispetto dell’accoglienza diffusa, sono stati aperti centri più grandi, che concentrano 50, 54, ma anche 68 persone”.

I sindaci del Mugello protestano col governo

E così, affermano gli amministratori mugellani, si annulla il modello dell’accoglienza diffusa perseguito anche dal Mugello, vanificando i percorsi d’integrazione e generando nuovi problemi sociali e di sicurezza a cui gli enti locali si trovano a far fronte con difficoltà. Nessun esito positivo, al momento, hanno ricevuto “le richieste di riequilibrio che i sindaci hanno rivolto in più occasioni alla Prefettura di Firenze, che continua ad assegnare migranti senza tener conto delle indicazioni del Ministero, di Anci e Regione Toscana. Né sono state previste nei nuovi bandi clausole di esclusione per il territorio del Mugello”. Allo stato attuale, tra strutture Cas e Sprar, ”il Mugello ospiterà, con il prossimo completamento dei progetti Sprar avviati, 561 persone accolte: quindi 8,78 migranti ogni 1000 abitanti, ben oltre la quota dei 2,5 ogni 1000 prevista dall’ultima direttiva di ripartizione richiedenti asilo e clausola di salvaguardia emanata dal ministro dell’Interno 11 ottobre 2016, quota che anche Lei recentemente ha individuato come equa”. “Una situazione che, protraendosi ancora, metterà in crisi l’equilibrio e la tenuta sociale”: lo scrivono gli amministratori locali invocando l’intervento del ministro ”presso le opportune sedi istituzionali affinché si possa procedere a un rapido riequilibrio della presenza di richiedenti asilo, in linea con l’accordo nazionale sulla distribuzione dei migranti siglato dal suo ministero con Anci”. I sindaci del Mugello hanno scritto anche al prefetto di Firenze, esprimendo una netta contrarietà riguardo alla proposta del bando 2017 per la gestione dei servizi di accoglienza nell’area metropolitana e chiedendo il rispetto della direttiva nazionale emanata dal Ministero.

(foto sito Mafia Capitale)