Cinque anni fa il naufragio Concordia. E De Falco disse a Schettino: “Torni a bordo…” (VIDEO)

 

Venerdì 13 gennaio 2012, ore 21.45. È in quell’istante di cinque anni fa che inizia il naufragio della nave da crociera Costa Concordia tra le più gravi tragedie marittime della storia italiana, costata la vita a 32 persone e il ferimento di altre 110. Salpato dal porto di Civitavecchia con 4.229 persone a bordo (3.216 i passeggeri, 1.013 i membri dell’equipaggio), il transatlantico urta lo scoglio de Le Scole all’Isola del Giglio, causando l’apertura di una falla di circa 70 metri sul lato sinistro.

Lo sciagurato inchino della Concordia voluto da Schettino

A portare la nave fin lì la volontà del comandante Francesco Schettino, deciso a passare sotto costa per fare il cosiddetto inchino, cioè il saluto agli abitanti dell’Isola, tradizione in tante navi da crociera.  Alle 22.58, viene dato l’abbandono nave e soltanto alle 4.46 del mattino del 14 gennaio la Gdf comunica che a bordo ci sono solo soccorritori e che i passeggeri sono stati tutti evacuati. Il complesso recupero del relitto, trasportato dall’Isola del Giglio a Genova per essere poi demolito, è avvenuto solo due anni più tardi. Di quella vicenda è passata alla storia la telefonata di Gregorio De Falco, il comandante della Capitaneria di Livorno che intimò a Schettino l’ormai famoso “Torni a bordo, cazzo”. Una pagina tragica della nostra storia.

Costa Concordia, 5 anni dopo: il ricordo delle istituzioni

«Cinque anni dopo al Giglio non c’è più la Costa Concordia, ma resta indelebile il ricordo delle vittime di quella tragedia nazionale». Lo scrive su Twitter il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. «Questo evento ha dimostrato che il Sistema Paese è in grado di mettere in campo le migliori energie e professionalità. Noi, come Dipartimento della Protezione civile, abbiamo avuto un ruolo importante fino al trasporto della nave a Genova, adesso per seguire il completamento dei lavori al Giglio ci sono un territorio, una Regione, una comunità che stanno lavorando e vigilando». Lo ha detto il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, a margine della funzione commemorativa per il quinto anniversario del naufragio della Costa Concordia che si è svolta questa mattina a Porto Santo Stefano.