Chicago, gli aguzzini del disabile urlavano contro Trump e i bianchi

Pronunciavano frasi razziste contro i bianchi e contro il presidente eletto Donald Trump i quattro giovani, due ragazzi e due ragazze, arrestati a Chicago per aver torturato un disabile preso in ostaggio per diverse ore, postando il tutto su Facebook. A renderlo noto è stato il sovrintendente della polizia Eddie Johnson.

Lo «choc» dei poliziotti di Chicago

Il dettaglio è stato rivelato nel corso di una conferenza stampa, durante la quale Johnson si è detto «sconvolto». «Sono un poliziotto da 28 anni e ho visto cose che nessuno dovrebbe mai vedere», ha commentato l’agente. Da quanto è emerso il giovane, 18enne bianco con problemi mentali, conosceva almeno uno dei suoi aguzzini perché erano stati compagni di scuola. A trovarlo, mentre vagava sanguinante e in stato confusionale con addosso solo dei pantaloncini, è stata la polizia dopo che la famiglia ne aveva denunciato la scomparsa domenica pomeriggio.

Un crimine d’odio

Probabilmente il giovane, dopo essere stato rapito, ha passato tra le 24 e le 48 ore con i suoi aguzzini che hanno filmato le sevizie e postato online un video di 28 minuti dove, tra l’altro, gli spengono addosso sigarette, lo prendono a calci e gli tagliano i capelli portandogli via anche una parte del cuoi capelluto. Durante le torture i giovani avrebbero più volte fatto riferimenti al colore della pelle e al presidente eletto Donald Trump con frasi del tipo «Fuck Trump» e «Fuck white people», facendo inserire il reato tra i «crimini d’odio».