CEI: “Nove studenti italiani su dieci vogliono fare l’ora di religione”

Ecco, sarà per questo che, nonostante le chiese sempre più vuote, ancora l’88% degli studenti sceglie di frequentare l’ora di religione. E lo fa con piacere. Lo rivela la Quarta indagine nazionale sull’insegnamento della religione cattolica in Italia presentata dal segretario generale della Cei Nunzio Galantino, che spiega: «A trent’anni dal nuovo Concordato, l’insegnamento della religione cattolica regge bene la prova della facoltatività e gli studenti sono contenti della loro scelta, sono dati consolanti», anche perché «non si può parlare oggi di identità dell’Italia e dell’italiano, ignorando o buttando a mare tutta la tradizione e l’esperienza cristiana», si legge su “il Corriere della Sera“.

La percentuale è in leggero calo rispetto a 25 ani fa

La percentuale segna però un calo se si guardano i dati del 1993, quando frequentava il 93,5%. Più stabile al Sud, scende invece al Nord. Ma secondo l’indagine condotta in sette diocesi (Novara, Verona, Forlì, Siena, Roma, Cagliari e Acireale), su un campione di tremila docenti e oltre 20 mila studenti, l’87% di chi insegna religione è contento del suo compito e non abbandonerebbe mai l’insegnamento di questa disciplina, pure volendo più ore e maggiore incidenza nella valutazione. In tutta Italia sono quasi 20 mila i prof di religione, quasi tutti laici (96%). Sono di più al Sud, dove sono in esubero, mentre al Nord mancano. Da quest’anno poi devono avere una laurea magistrale. L’unico concorso pubblico è stato nel 2004, da allora è sceso il numero dei prof di ruolo e quasi la metà ha un incarico annuale. Pur insegnando (anche) nelle scuole pubbliche, dipendono dalle diocesi che li nominano in base a tre criteri: retta dottrina; abilità pedagogica; testimonianza di vita cristiana. E in base a questi, li possono anche revocare.