Caserta, intrappolati nel cimitero. Denunciato il custode assenteista

Meno male che il fatto è accaduto di giorno, in piena luce di sole. Fosse successo di notte e non nelle festività natalizie, ma in quelle che un tempo erano riservate ai defunti e ora allo “scherzetto-dolcetto” dell’anglosassone Halloween, non c’è dubbio alcuno che nel darne conto il cronista sarebbe corso con la fantasia alla Livella del grande Totò. Ricordate? È la famosa poesia in cui si parla di due defunti – il netturbino Gennaro Esposito e il marchese signore di Rovigo e di Belluno – che come due vivi normali litigano su caste e titoli nobiliari davanti a un malcapitato e tremante visitatore rimasto intrappolato nel cimitero mentre pregava davanti al «loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza».

È accaduto al cimitero di Arienzo

Nel fatto che ci accingiamo a raccontare non è accduto nulla di tutto questo. Non ci sono anime vaganti. L’unico punto di contatto tra la poesia di Totò e la realtà è geografico: la Livella è ambientata a Napoli, il nostro fatto è accaduto poco distante, ad Arienzo per la precisione, grosso comune alle porte di Caserta. Le analogie finiscono qua. Già, perchè gli intrappolati all’interno del cimitero di Arienzo non devono la loro disavventura ad una distrazione derivante da estasi da preghiera. Molto più prosaicamente, loro sono rimasti chiusi nel camposanto a causa di un custode lavativo e piantagrane, immediatamente denunciato in stato di libertà dai carabinieri per assenteismo e interruzione di pubblico servizio.

Il guardiano dovrà restituire anche le somme illecitamente percepite

I militi della Benemerita sono stati allertati dai diretti interessati dopo che hanno trovato ogni varco chiuso per uscire dal cimitero di Via dei Cappuccini. Una volta giunti sul posto, non hanno dovuto solo constatare che i cancelli erano chiusi e che il custode del turno 8-14 era assente dal posto di lavoro senza alcuna autorizzazione. I carabinieri non si sono limitati alla denuncia penale, ma hanno anche attivato le procedure per la quantificazione e la restituzione della somma illecitamente percepita dal custode assenteista.