Bus Roma, solo uno su quattro paga il biglietto: l’Atac perde 80 milioni l’anno

Bus a Roma, una guerra persa. Tornelli, controllori, obliterazione del biglietto nelle stazioni all’ingresso e all’uscita. Chi più ne ha più ne metta di idee e metodi per combattere i cosidetti ‘portoghesi’, ovvero coloro che non pagano il biglietto o fruiscono di un servizio senza pagarlo. Un modo di dire prettamente romano nato da un fatto storico ben preciso: nel XVIII secolo, l’ambasciata presso la Santa Sede del Portogallo fu promotrice ed organizzatrice di numerosi spettacoli e ricevimenti presso il Teatro Argentina, a Roma. Gli appartenenti alla comunità portoghese residenti nella capitale avevano accesso gratuito agli spettacoli e per loro era sufficiente dichiarare la propria nazionalità all’ingresso. Quando si sparse la voce, furono molti i romani che tentarono di spacciarsi per portoghesi per poter entrare. 

Per l’Atac un danno da 80 milioni di euro

E proprio a Roma i ‘portoghesi’ sembrano farla da padroni sui mezzi pubblici: autobus, tram o metro che sia. E, anche se dovrebbe essere aumentata la presenza dei controllori, i ‘portoghesi’ non sembrano diminuire. Dai dati del Codacons, nella Capitale un passeggero su quattro dei mezzi Atac non ha il biglietto e l’evasione raggiunge il 25% con un danno da 80 milioni di euro annui. Secondo il Codacons, quindi, oltre alla presenza fissa o più assidua del controllore sui mezzi di trasporto di pubblico, la misura che potrebbe rivelarsi più utile contro l’evasione è quella di poter acquistare il biglietto direttamente sul mezzo al momento della salita a bordo come avviene in tantissimi altri paesi. Una misura più volte evocata da Giorgia Meloni all’epoca della candidatorua a sindaco di Roma, avendo da tempo monitoratu ua situazione non più sostenibile.

Vita difficile sui treni

Mentre i ‘portoghesi’ incontrano qualche difficoltà a salire gratuitamente sui treni. Per quanto riguarda i collegamenti ferroviari gestiti da Trenitalia tra i mesi di gennaio e ottobre 2016 una squadra di dieci persone, controllori della Direzione Lazio, ha effettuato 255 giornate di attività su 1.100 treni controllando 204 mila passeggeri. A questa attività va aggiunta quella condotta a livello ‘nazionale-regionale’, con campagne anti-evasione a cui partecipano anche controllori da fuori regione, con squadre di 25 addetti, 32 giornate di attività su 3.000 treni e 309 mila viaggiatori controllati. Risultati: l’1,6% dei viaggiatori è stato trovato senza biglietto che però è stato regolarizzato al momento di salire sul treno, mentre il 3,4% dei passeggeri sono stati allontanati dalle stazioni perché senza biglietto e quindi non sono saliti a bordo dei treni. I controlli vengono effettuati soprattutto al binario, in particolare nelle principali stazioni regionali laziali da Ladispoli a Ciampino ai Castelli, Ostiense e Anguillara, Civitavecchia, Formia Aprilia fino a Parco Leonardo, tutte stazioni che toccano le maggiori linee ferroviarie regionali.