Alex, lunedì maschio, martedì femmina: bufera sulla recita gender a scuola

 Negli ultimi giorni nelle cronache locali di Veneto, Emilia Romagna e Toscana è comparsa una strana parola: ”Fa’afafine‘. E’ samoano ed è il titolo di uno spettacolo teatrale tra l’altro insignito da numerosi premi e riconoscimenti, attualmente in programmazione per le scolaresche. Il problema è che ‘Fa’afafine’ significa “colui che non ha un sesso definito” e racconta la storia di Alex, un bambino che il lunedì si sente maschio e il martedì femmina. ‘Gender fluid’, si dice in inglese.  Roba da non credere. infatti attorno all’iniziativa si sta scatenando il finimondo. ‘Generazione Famiglia’, gli organizzatori del Family Day, hanno lanciato un petizione per impedire che i ragazzi assistano allo spettacolo con 50mila firme raccolte on line. E molte altre raccolte di firme promosse dai genitori stanno dando grandi risultati in questi giorni  E anche il Parlamento non sta a guardare, dopo questa levata di scudi contro l’ennesima offensiva dei teorici del gender nelle scuole.

Proposta di legge di FdI, Lega e centristi

La commissione Cultura della Camera sta esaminando una serie di proposte di legge (sono 12). Insieme a tante proposte confuse incentrate sull’educazione alla parità di generee al rispetto tra i sessi, visti i tanti casi di violenza sulle donne, ce n’è una più chiara che fa riferimento al  ‘rispetto’ dei generi  tradizionali nell’insegnamento scolastico. In prima fila, sul fronte anti-gender ci sono le formazioni centriste, la Lega e Fdi. In particolare, all’esame della commissione Cultura c’è  una proposta, primo firmatario Rocco Buttiglione, che si sofferma proprio sul tema ‘gender’, nella quale si chiede che nelle scuole i  minori non vengano educati “a una sessualità indistinta”.

Evitare confusione angoscia nei bambini

Vedremo come andrà a finire. La proposta di legge mette in guardia dal rischio di “utilizzare erroneamente le norme per contrastare la violenza di genere: non insegnando il rispetto del diverso, ma femminilizzando i maschi e mascolinizzando le femmine, ritenendo che in questo modo la violenza di genere venga meno. In questo modo si rischia solo di  accrescere la confusione e l’angoscia dei bambini e delle bambine”, si legge nel testo della legge. Per questo le teorie gender andrebbero messe al bando.  Quindi per evitare “una non meditata diffusione di alcune ‘ teorie del  gender ‘ nel corpo insegnanti (e di conseguenza nelle scuole)” si chiede che venga soppresso un passaggio del decreto sulla scuola del  2013 in cui si prevede “l’aumento delle competenze (del corpo docente) relative all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere”.  Una disposizione che, secondo le forze che hanno presentato la proposta di legge , sarebbe suscettibile di “malintesi” perché si rischierebbe di “decostruire non solo stereotipi discriminanti e violenti ma anche gli archetipi fondamentali della mascolinità e della femminilità elaborati dalla nostra cultura e  recepiti dalla Carta costituzionale. Questo malinteso viene superato dalla presente proposta”.