Brasile, i narcos ora si affrontano nelle carceri: 100 morti dall’inizio dell’anno

È salito ad almeno 26 morti il bilancio delle violenze scoppiate sabato nel carcere brasiliano di Alcacuz, nello stato Rio Grande Do Norte, tra i membri di due gang rivali. Gli scontri sono proseguiti per 14 ore e il bilancio finale è tre volte quello annunciato in un primo momento dalle autorità locali. La maggior parte delle vittime era stata mutilata, secondo quanto reso noto dai medici intervenuti sul posto. A scatenare gli scontri sono stati i membri di una gang criminale che hanno attaccato la banda rivale, rinchiusa in un’ala separata del carcere. Nella prigione di Alcacuz sono rinchiusi oltre 1000 detenuti in condizioni di sovraffollamento. Si calcola che dall’inizio dell’anno almeno 100 detenuti sono morti in seguito a rivolte nelle carceri brasiliane. Secondo i giornali, è in corso una lotta senza quartiere tra due gang per il controllo e la vendita di cocaina. Pochi giorni fa erano state uccise altre 10 persone nell’ultimo episodio di lotta tra bande rivali all’interno di un carcere brasiliano, secondo quanto riferiscono media locali. Teatro dello scontro è stato questa volta un istituto di detenzione nella città di Natal, nel nord-est del Paese. Coinvolti gli uomini delle gang Comando de la Capital e Sindicato del Crimen.

In Brasile due gang vogliono il controllo della cocaina

Almeno tre persone sono state decapitate. “Abbiamo potuto vedere le loro teste”, ha detto direttore della prigione Zemilton Silva. La polizia militare ha messo in sicurezza il perimetro della prigione e ha effettuato l’irruzione nella struttura. Il Brasile ha la quarta maggior popolazione carceraria del mondo con oltre 622mila persone detenute. drammatico l’affollamento delle carceri dato che, secondo i dati ufficiali, le strutture carcerarie portrebberoospitare al massimo 371.884 detenuti. E altri 33 detenuti erano rimasti uccisi la settimana scorsa in una nuova rivolta in un carcere in Brasile, appena quattro giorni dopo gli scontri avvenuti nella prigione di Manaus e costati la vita a 56 persone. Lo hanno reso noto fonti del governo dello Stato di Roraima, situato al confine con Venezuela e Guyana, senza fornire ulteriori dettagli.

(foto O Globo)