Braccialetto al polso della vittima di stalking: è il primo caso in Italia

Un braccialetto alla vittima anziché all’aggressore: il primo caso è stato appena registrato nel Veneziano, dove una donna, ormai esausta e al limite della preoccupazione, pur di riuscire a vivere tranquilla, senza correre il rischio continuo di venire pesantemente molestata dall’ex marito, ha accettato anche di indossare un braccialetto elettronico: così, se l’ex accusato di comportamenti persecutori, si dovesse avvicinare ad una distanza inferiore a quella di sicurezza, suonerà l’allarme alla centrale operativa delle forze dell’ordine, a cui seguirà il pronto intervento dei carabinieri.

Braccialetto anche al polso della vittima

L’insolito caso si è verificato a Mirano, ed è uno dei primi registrati in Italia: autorizzato dal Tribunale di Venezia con il consenso della parte offesa del reato di stalking, il provvedimento mira a difendere la vittima più che a monitorare l’eventuale aggressore. All’imputato, un cinquantenne, della provincia di Venezia, era già stato applicato il braccialetto elettronico un paio di settimane fa, in modo da controllare che non lasciasse gli arresti domiciliari, disposti dopo l’ultimo atto di aggressione denunciato nei confronti della donna, e avvenuto nel luglio dello scorso anno, che gli costò l’arresto da parte dei carabinieri di Mirano.

Suona vicino a quello dello stalker

Da allora sono passati sei mesi e il legale dell’uomo ha fatto istanza per ottenere una misura cautelare meno gravosa: quella del divieto di avvicinamento alla ex moglie e ai luoghi da lei frequentati, per poter tornare a lavorare. Il giudice ha accolto la richiesta, ma per evitare inutili rischi per la donna, ha chiesto e ottenuto dalla vittima la disponibilità ad indossare un braccialetto elettronico gemello a quello dell’ex marito stalker. I due braccialetti, dotati entrambi di dispositivo gps, sono stati tarati in modo tale da attivare l’allarme se dovessero avvicinarsi a meno di 250 metri.