Bersani: «Renzi non ha capito la lezione, così andiamo a sbattere»

«Il renzismo non ha capito la lezione, si rischia di tornare a sbattere». Lo dice in un’intervista a Repubblica, Pier Luigi Bersani, analizzando le parole dell’ex premier sulla pesante sconfitta al referendum (che Renzi ha attribuito allo scivolamento a destra). «Si insiste a voler inseguire un centro che non esiste più, perché il ceto medio è oggi tutto dentro la crisi. Sta cambiando la geografia dell’esclusione», spiega Bersani per il quale il segretario del Pd ha perso l’occasione referendaria perché ha puntato su una ipotetica maggioranza silenziosa che non esiste più.

Bersani: Renzi è recidivo

«Serve una sinistra protettiva sui suoi valori», dice ancora Bersani confermando la sua “stima” per Roberto Speranza come alternativa a Renzi: «Al di là dei nomi serve un segretario che si occupi del partito, sdoppiandolo dalla figura del premier. E non escludiamo a priori di pescare da campi che non sono del tutto sovrapponibili alla politica. Qualcuno può escludere che in giro ci sia un giovane Prodi?». L’ex segretario va giù pesante e accusa Renzi di “blairismo rimasticato” e si dice convinto che se la sinistra non cambia direzione e continua a perseverare nei suoi errori si rischia di lasciare il paese nelle mani di una destra, che però – spiega – «non è un partito ma «un campo di idee fondato su protezionismo, sovranismo e identitarismo». 

Attenti a demonizzare i Cinquestelle

Bersani ha un’idea precisa e controcorrente sui Cinquestelle che, malgrado la crisi in cui versano, tengono in stand by «qualcosa che potrebbe essere peggiore», dice. «Attenzione a come ci si rapporta con il MS5 perché «a forza di bastonare ogni giorno il cane, in tanti poi prendono le parti del cane». Anche sulla legge elettorale l’ex segretario dem non condivide la posizione renziana: «Ragioniamo su un sistema elettorale con due pilastri, un incentivo alla governabilità e la possibilità dei cittadini di scegliere i parlamentari».