Bersani ipotizza la scissione: «Devo fare due chiacchiere con Renzi…»

L’unità non è più un dogma. La scissione nel Pd non è esclusa neppure da Pierluigi Bersani, solitamente felpato. «Devo parlare prima con Renzi…», dice l’ex segretario del Nazareno che vuol capire quali sono le reali intenzioni di Matteo Renzi, sempre più spostato al centro e in procinto di tornare sulla scena (dalla quale in realtà non se n’è mai andato).

Bersani: non garantisco l’unità

Parlare soprattutto di legge elettorale e del  futuro del Pd, perché, a questo punto – fa capire uno dei leader della minoranza dem –  nulla è più scontato. Scissione o battaglia all’interno del partito? «Non prometto e non garantisco nulla», avrebbe risposto Bersani  a chi gli ha chiesto in queste ore quali saranno le sue prossime mosse. In questi giorni le tensioni interne al Pd sono sempre più forti con Massimo D’Alema che lunedì è tornato a evocare la scissione, minacciando una sua lista alle politiche. Bersani non si sbilancia troppo ma conferma ai suoi e rilancia tutte le perplessità verso la linea renziana improntata sulla corsa al voto, e stavolta non esclude nulla, neanche una possibile rottura.

«Devo parlare con Renzi…»

Fino ad ora i bersaniani, come è noto, hanno sempre garantito di fare ogni battaglia all’interno del Pd, ora il loro leader sembra tenersi aperte tutte le strade. Non più quindi il solito salvataggio in corner all’ex premier rottamatore (in direzione come in Parlamento) Adesso Bersani non garantisce più nulla: «Devo prima dire due, tre cose a Renzi, devo parlare con lui, poi vediamo…». Bersani chiede di restituire la parola al Parlamento e allontanare le elezioni: ora bisogna fare prima una buona legge elettorale. Quanto a Gentiloni, per l’ex segretario del Pd il governo deve pensare a governare, perché la situazione è difficile, ci sono tanti problemi da risolvere, dal terremoto all’emergenza lavoro, alle banche. Bersani insiste poi con il congresso: bisogna avviare il percorso congressuale, va ripetendo come un mantra in queste ore. Ma Renzi non sembra smaniare per andare a contarsi dentro il partito.