Berlusconi: «Renzi era bravo solo a parlare, ora gli italiani sono più poveri»

Attacchi a Renzi, messaggi agli italiani. Silvio Berlusconi ne ha per tutti in un’intervista in line concessa alla Stampa, divulgata in forma integrale dopo le anticipazioni date in mattinata. «Tutte le principali riforme del governo Renzi sono fallite, sono state bocciate dagli italiani, dalla Corte Costituzionale o dalla giustizia amministrativa. Le poche leggi andate in porto hanno comportato costi elevati senza produrre risultati concreti», dice il presidente di Forza Italia. «Certo -aggiunge- risolvere i problemi dell’Italia non è facile, tanto meno alla guida di un partito contraddittorio e obsoleto come il Pd. Ma Renzi ha pagato un grave scotto all’inesperienza e all’eccesso di ambizione. Essere brillanti nella parlantina non significa saper governare».

Berlusconi e l’allarme sui nuovi poveri

«Il problema delle nuove povertà esiste ed è molto grave, anche in Italia, se è vero che nel nostro Paese, come certifica l’Istat, esistono 15.000.000 di persone in condizioni di povertà, delle quali 4.600.000 in una situazione di povertà assoluta. È la vera emergenza della nostra epoca, anche perché non si
tratta solo delle povertà tradizionali, ma di un ceto medio impoverito, indebolito dalla crisi, dalle tasse, dall’impossibilità di trovare occupazione per i figli», prosegue Berlusconi. «Un ceto medio -aggiunge- che è scivolato progressivamente, da una vita dignitosa, fino al di sotto della soglia di povertà. È un ceto
impaurito dalla criminalità alla quale è esposto, dalla convivenza  difficile con l’immigrazione, dal venir meno delle certezze per il futuro. Ed è un ceto ovviamente disperato e rabbioso verso una politica che non lo sa ascoltare, verso le vecchie logiche assistenziali della sinistra, che garantiscono solo coloro che sono già garantiti, verso un mondo politico che parla solo per addetti ai lavori, e che non sa trovare nessuna soluzione».

Niente buonismo con i migranti che vengono con brutte intenzioni

Sull’emergenza migranti Silvio Berlusconi, nell’integrale dell’intervista a La Stampa diffusa on line, afferma che ”per quanto poi riguarda coloro che hanno titolo per essere ospitati nel nostro Paese, l’equazione legalità-diritti mi sembra corretta, ma va intesa in senso più ampio. Chi vuole vivere da noi è il benvenuto se lavora e non viola leggi, ovviamente, ma questo non basta: occorre che sia disposto ad integrarsi davvero nella nostra cultura, a sentire l’Italia come il suo Paese, a capire e condividere i nostri valori civili, come la libertà e la dignità delle persone”. Per cui -prosegue l’ex premier- nessuna indulgenza può esserci verso chi, anche rispettando formalmente le leggi, incoraggi comportamenti, stili di vita, scelte religiose che guardano alla violenza, alla sopraffazione, alla limitazione dei diritti individuali”. “Insomma, sì alle Moschee dove si prega, no alle Moschee dove si fa propaganda islamista, sì alla libera scelta di ciascuno, no alla sottomissione della donna anche nell’ambito familiare”, conclude l’ex presidente del Consiglio. (Pol/AdnKronos)