Bello Figo, annullato il concerto romano. Il Pd: tutta colpa dei fascisti

Ci risiamo: come già avvenuto in altre città, anche a Roma il rapper Bello Figo non potrà esibirsi. Dopo gli striscioni di protesta del gruppo Azione Frontale Roma infatti il concerto in programma il 4 febbraio agli Ex Magazzini (quartiere Ostiense) è stato annullato. 

Azione frontale: vittoria degli italiani

Sulla pagina Fb di Azione Frontale -che aveva già organizzato una manifestazione di protesta davanti al locale – la notizia viene riportata con enfasi: “Questa non è una nostra vittoria, ma una vittoria di tutti gli italiani uomini e donne che subiscono le offese di questo personaggio. Siamo consapevoli che il “signore” in questione è solo l’ultimo dei problemi del nostro paese ma non per questo non degno di essere trattato e contestato”.

Il Pd: difendiamo la libertà di espressione 

Come tutto ciò che avviene a Roma, anche questo evento annullato diventa occasione di polemica. Sull’argomento è intervenuta infatti la deputata Pd Laura Coccia: “Pur prendendo le distanze dai testi delle canzoni di Bello Figo, il fatto che il rapper non possa esibirsi a Roma a causa delle minacce di un gruppo di neofascisti, ci lascia sgomenti. Le autorità cittadine non possono e non devono piegarsi alla volontà di una minoranza di squadristi xenofobi. Il rispetto della democrazia, del pluralismo, della libertà di espressione devono venire prima di ogni nuova lista di proscrizione”.

La canzone “No pago affitto”

Ma perché Bello Figo suscita tanta indignazione? Per la sua canzone “No pago affitto”, nella quale ironizza sulle condizioni degli immigrati che, appunto, appena sbarcati in Italia hanno una casa ma non si sporcano le mani “perché sono già neri”. Lo stile di Bello Figo è tutto costruito sulla provocazione, una provocazione che tuttavia nei talk in cui il rapper ha preso parte non viene spiegata come tale ma rivendicata. Insomma se i porfughi vogliono il wi fi, le “fighe bianche” e vanno a rubare le bici in stazione, per lui, è tutto normale. Memorabile lo scontro in tv con Alessandra Mussolini, che lo ha invitato a tornare in Ghana o ad andare a lavorare.