Bangladesh, uccisa la “mente” dell’attentato terroristico di Dacca

Le forze di sicurezza bengalesi hanno ucciso l’uomo che ritengono essere stato l’ispiratore dell’attentato  di Dacca, capitale del Bangladeh, dello scorso 1 luglio nel quale rimasero uccise 20 persone, tra cui nove italiani. Si tratta, ha riferito il ministro degli Interni bengalese,  Asaduzzaman Khan, di Nurul Islam Marzan, comandante del fuorilegge Jamaatul Mujahideen Bangladesh (Jmb), 30 anni, ricercato dall’attacco contro l’Holey Artisan Bakery, durante il quale un commando composto da cinque terroristi prese in ostaggio i clienti del locale, prima di ucciderli, in alcuni casi dopo averli torturati.

Dacca, uccisa la mente dell’attentato

Nella notte del 1 luglio sette terroristi islamisti aprirono il fuoco all’interno del ristorante Holey Artisan Bakery situato nel quartiere diplomatico di Gulshan della capitale, non distante dall’ambasciata italiana. Dopo aver lanciato alcune granate a mano hanno preso in ostaggio alcune decine di avventori e ucciso due poliziotti durante una sparatoria con le forze dell’ordine. Ventidue civili i e 5 attentatori morirono durante l’attacco di Dacca mentre uno dei terroristi è stato catturato e tredici ostaggi liberati dalle forze armate bengalesi.  Oltre agli italiani nell’assalto morirono anche sette giapponesi, un indiano e tre bengalesi, di cui uno con cittadinanza anche americana. “Lui è una delle menti dell’attacco”, ha riferito il responsabile della polizia antiterrorismo, Monirul Islam, confermando l’uccisione di Marzan e aggiungendo  che in un raid, condotto prima dell’alba nella capitale, è stato ucciso anche un altro sospetto, identificato come Saddam Hossain.