Aumentano i clandestini, diminuiscono le espulsioni. Ecco la verità

Aumentano gli ingressi e calano le espulsioni dall’Italia degli immigrati clandestini. Lo rivela il rapporto della commissione diritti umani del Senato, che riporta anche i dati relativi agli anni precedenti. «Dal 1 gennaio al 20 dicembre 2015 sono transitati complessivamente nei Cie (centri identificazione ed espulsione) 5.242 persone di cui 2.746 sono state effettivamente rimpatriate, e cioè il 52% del totale dei trattenuti è stato riportato nel proprio paese. Nel 2014 a fare ritorno a casa in maniera coatta attraverso i Cie era stato il 55%: ovvero 2.771 a fronte dei 4.986 stranieri trattenuti. Nel 2013 ne erano transitati 6.016, dei quali 2.749 rimpatriati, con un tasso di efficacia (rimpatriati su trattenuti) che si aggira intorno al 50%». Un’amara realtà che dimostra l’inefficienza della macchina delle espulsioni o la cattiva volontà del Viminale, almeno quello guidato da Angelino Alfano, di affrontare seriamente il dramma degli ingressi clandestini in Italia.

Espulsioni ridicole: metà  clandestini restano in Italia

«Nonostante gli impegni fissati in sede europea, i dati continuano a dimostrare che la media delle espulsioni effettuati rispetto alle persone trattenute continui ad essere intorno al 50%». Il rapporto segnala poi un altro allarmante: nel 2015 su 34.107 stranieri sottoposti a un provvedimento di espulsione dal territorio italiano, 15.979 sono stati effettivamente allontanati dal (circa il 46%) mentre il 54 per cento ( 18.128) non hanno mai lasciato il paese. Dal 1 gennaio al 15 settembre 2016, le persone transitate nei Cie sono state 1.968. Di queste, 876 sono stati rimpatriate, circa il 44%. In attesa che si definisca il piano del Viminale, annunciato dal ministro dell’Interno Marco Minniti, che prevede in ogni regione centri di espulsione con un numero limitato di posti per il trattenimento degli immigrati irregolari pericolosi, sono quattro i Cie funzionanti in Italia: Brindisi, Caltanissetta, Roma, Torino, Il Cie di Bari e quello di Crotone non sono attualmente agibili. Il Cie di Trapani, attivo fino al 31 dicembre 2015, dal giorno successivo è stato convertito in hotspot. «L’analisi dei dati del ministero dell’Interno – si legge nella relazione della Commissione, presieduta dal senatore Luigi Manconi – conferma le difficoltà nell’eseguire i rimpatri nel nostro paese e l’inefficacia dell’intero sistema di trattenimento ed espulsione degli stranieri irregolari».