Attori e comparse, come in un film: sgominata la banda del finto tamponamento

Tamponamenti fittizi, ricostruzioni cartolari con guidatori compiacenti e diagnosi mediche false: la gang della truffa alle assicurazioni aveva un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro, come ha scoperto un’inchiesta della Polizia stradale e della Guardia di Finanza di Taranto. Tre persone sono state arrestate mentre sono 123 sono gli indagati, tra i quali figurano medici, avvocati, titolari di centri sanitari di diagnostica e fisioterapia, persone danneggiate ma in modo fittizio da incidenti stradali oppure reclutate all’occorrenza nel ruolo di falsi testimoni nei conseguenti procedimenti giudiziari: civili e penali. La truffa ammonta a circa 635 mila euro. Il provvedimento cautelare, disposto dal gip del Tribunale jonico, Giuseppe Tommasino, su richiesta del sostituto procuratore Marina Mannu, riguarda il titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche di infortunistica stradale con sede a Taranto e i suoi due figli, che operano nello stesso settore.

Ventisei persone nella banda  

L’accusa è di associazione a delinquere, finalizzata alla truffa, composta da 26 persone delle 126 complessivamente coinvolte. a compensare i vari attori della filiera illecita.I conseguenti accertamenti bancari e patrimoniali eseguiti nei confronti del sodalizio criminale hanno consentito di contestare il reato di riciclaggio nei confronti di due persone che hanno agevolato l’acquisto da parte del titolare dell’agenzia di una villa del valore di 150mila euro, attraverso operazioni tali da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa del denaro. In  sostanza, i due cointestatari di rapporti bancari su cui venivano veicolati i risarcimenti di due falsi  incidenti, hanno stipulato successivamente contratti preliminari di compravendita fittizia di immobili con il titolare dell’agenzia, corrispondendo a lui, a titolo di  acconto,  le somme occorrenti per l’acquisto della villa. L’immobile è stato sequestrato su disposizione del gip. 

39 casi di truffa a 17 assicurazioni

I 39 falsi incidenti avrebbero garantito risarcimenti assicurativi basati su presupposti falsi sia completamente (tamponamenti fittizi, ricostruzioni cartolari con guidatori compiacenti e diagnosi mediche  false),  sia parzialmente (sinistri stradali con falsi feriti e pregresse lesioni personali denunciate come riconducibili all’incidente). Gli  introiti dei singoli risarcimenti  venivano poi suddivisi: il 50% andava ai promotori dell’organizzazione delinquenziale e la restante parte ai complici.