Astana, ai colloqui di pace sulla Siria le opposizioni vanno in ordine sparso

Sono iniziati i colloqui sulla crisi siriana ad Astana, in Kazakistan, promossi da Russia, Iran e Turchia. Lo ha riferito l’agenzia di stampa russa Sputnik, sottolineando come sia la prima volta dall’inizio del conflitto che le delegazioni del regime e dell’opposizione armata siedono allo stesso tavolo. Secondo
il ministero degli Esteri kazako i colloqui si dovrebbero concludersi domani.  Il viceministro degli Esteri kazako Roman Vassilenko da parte sua ha reso noto che le opposizioni non hanno eletto un loro portavoce, e quindi ognuna delle 15 delegazioni risponderà per se stessa. L’obiettivo dei colloqui sulla crisi siriana iniziati stamane ad Astana è consolidare il cessate il fuoco in Siria ad eccezione delle aree dove sono attive “organizzazioni terroristiche” come il sedicente Stato islamico (Isis). Lo ha sottolineato il capo della delegazione del legittimo governo siriano inviata nella capitale kazaka, l’ambasciatore siriano all’Onu Bashar al-Jaafari, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Sana. L’ “obiettivo” dell’incontro di Astana è “consolidare la decisione di cessare le ostilità in tutta la Siria ad eccezione di quelle aree in cui sono attive organizzazioni terroristiche come l’Is, il Fronte al-Nusra o altre che hanno rifiutati di unirsi all’accordo”, ha dichiarato al-Jaafari.

Alcuni gruppi delle opposizioni armate non partecipano ai colloqui

Ma le opposizioni creano subito difficoltà: “Non è ancora il momento giusto” per l’inizio di negoziati faccia a faccia tra il regime siriano e l’opposizione armata. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa Dpa il portavoce della Coalizione nazionale siriana, Ahmed Ramadan, commentando l’inizio dei colloqui sulla crisi siriana ad Astana, che hanno l’obiettivo di consolidare il cessate il fuoco. I colloqui sono stati aperti dal ministro degli Esteri kazako, Kairat Abdrakhmanov, che rivolgendosi alle delegazioni del governo siriano e dei ribelli armati sedute allo stesso tavolo ha auspicato che l’incontro possa segnare la svolta che “il popolo siriano merita”. “Sono fiducioso – ha aggiunto – sul fatto che Astana creerà le condizioni necessarie perché tutte le parti interessate trovino una soluzione adeguata alla crisi
siriana nel quadro di Ginevra”. I prossimi colloqui nella città svizzera sotto l’egida delle Nazioni Unite sono in programma l’8 febbraio.