Arquata, gli sfollati: troppi ritardi, dove sono le casette che hanno promesso?

Soffre il centro Italia, soffrono i residenti delle zone colpite dai terremoti che a partire dal 24 agosto sembrano voler squarciare l’Appennino, soffrono gli sfollati, sono allarmati i sindaci. E poi, il maltempo. I terremotati, anche se a loro non piace essere chiamati così, sono come in mezzo a una tenaglia: da un lato la minaccia della terra che trema, dall’altra neve e ghiaccio.

In più, c’è un versante del terremoto, quello marchigiano, o meglio ascolano, che è molto trascurato, dai media e dal governo. Anche ad Arquata il sisma del 24 agosto ha distrutto tutto, nel paese come nelle tredici frazioni circostanti. E chi prima viveva in quel circondario si sente abbandonato e ha deciso di alzare la voce. 

Promesse non mantenute

“Io non parlo solo a titolo personale – spiega Berardina di Cesare di Capodacqua, che ora vive ad Ascoli dai genitori – in tanti qui abbiamo la sensazione di avere ricevuto tante promesse cui non sono seguiti i fatti. Certo – continua  – siamo coscienti che la disgrazia è immane, che tutto il centro Italia è stato colpito,  però non possiamo fare finta di non vedere che dinanzi all’ondata di maltempo non servivano miracoli ma un po’ di organizzazione. Si rende conto che la Salaria non è stata ripulita dalla neve perché la Protezione civile non aveva in dotazione le motoseghe?”.

Ad Arquata le macerie non sono state rimosse

Poi Berardina racconta degli allevatori costretti dopo anni a vendere il bestiame, pur avendo investito in quelle zone che il sisma non ha voluto risparmiare, pur avendo creduto fino all’ultimo nella possibilità di ripresa di quelle terre. Invece lo spettro dello spopolamento è dietro l’angolo. E nessuno se ne cura. Di chi la colpa? ” Noi ci sentiamo abbandonati da tutti – afferma Berardina Di Cesare –  da Roma fino alla politica regionale. Pensi che ad Arquata le macerie stanno ancora lì, non è stato rimosso nulla, hanno tolto qualcosa due domeniche fa perché c’è stata una manifestazione di protesta degli abitanti di Grisciano. Ancora: non sono arrivati i sussidi per i residenti da Comune e Regione”. E poi, circostanza che appare incredibile, ancora non sanno dove mettere le casette di legno che dovrebbero arrivare prima dell’estate. In estate infatti come si farà con gli hotel che ospitano gli sfollati e che vivono di turismo balneare?

Il sindaco di Arquata Aleandro Petrucci conferma la preoccupazione di tanti concittadini. “Sono tutti molto preoccupati e lo siamo anche noi amministratori. Stiamo molto indietro, questa è la verità, e molto dipende dalla burocrazia. Siamo costretti a smaltire i rifiuti addirittura a Roma, con un’enorme perdita di tempo”. 

“E’ come se volessero spingerci ad andare via – conclude Berardina Di Cesare – e purtroppo non è solo una mia impressione. E’ chiaro che la nostra ostinazione, la buona volontà, non possono bastare. E sarebbe un peccato perché tanti giovani avevano fatto qui la loro scommessa, cercando di vitalizzare l’economia della zona con le imprese agricole o di allevamento. Non dimenticateci, anche per loro”.