Arancia meccanica a Pisa: rapinatori georgiani terrorizzano famiglia (VIDEO)

Caccia all’uomo a Pisa. Gli autori di una rapina a mano armata, tre georgiani, sono stati arrestati dai carabinieri dopo la rapina in una tabaccheria, dove avevano terrorizzato una famiglia. I rapinatori hanno approfittato della scarsa affluenza in orario di chiusura per fare irruzione, ieri sera, alle 20.30 circa, nella tabaccheria di via Fiorentina a Cascina (Pisa): in tre, con i volti travisati e armati di una pistola, hanno terrorizzato una famiglia – padre, madre e figlia – che dal 1948 gestisce una storica tabaccheria.

Assaltata tabaccheria e casa della famiglia di Pisa

Dopo aver fatto razzia nel locale pubblico, sono passati all’appartamento del piano di sopra, abitato dalla famiglia che gestisce il locale. I rapinatori hanno asportato più di 1.500 euro in denaro contante, numerosi biglietti gratta e vinci e l’impianto di registrazione della videosorveglianza interna, nel tentativo di eludere le indagini. Prima di darsi alla fuga, hanno infine legato i tre familiari con il nastro telato, nella speranza di ritardare il più possibile la loro chiamata di soccorso.

Arrestati dai carabinieri di Pisa

Alle 21 circa, i tre malcapitati, liberatisi dai legacci di nastro, hanno chiamato il 112: l’attività informativa, immediatamente intrapresa, e i rilievi tecnici, condotti congiuntamente dal nucleo investigativo provinciale e dalla compagnia dei carabinieri di Pisa, hanno permesso in poco tempo di individuare il rifugio dei rapinatori: la casa di altri stranieri, risultati totalmente estranei e ignari del delitto commesso poco prima.

I tre georgiani a Pisa: irregolari e senza fissa dimora

Grazie alle perquisizioni, i militari hanno così identificato inequivocabilmente gli autori della rapina e di recuperato tutta la refurtiva, l’impianto di videosorveglianza e la pistola, una Glock 17, utilizzata per la rapina. I gravi indizi di reato e il pericolo che i tre rapinatori, stranieri di origine georgiana, senza fissa dimora e irregolari sul territorio dello Stato, si potessero dare alla fuga, hanno permesso ai
carabinieri di eseguire la misura del fermo di indiziato di delitto e di restringere i tre in carcere, in attesa della convalida delle attività da parte del giudice.