Apple si piega alla censura: in Cina via la App del New York Times

La App del New York Times non è gradita alle autorità cinesi e Apple la rimuove dal suo App store. Di fatto, cedendo alle richieste di censura del governo. A darne notizia è lo stesso quotidiano, chiedendo all’azienda di Cupertino di ripensarci.

La Apple parla di violazione di norme locali

«Siamo stati informati che l’App del New York Times è in violazione delle norme locali. Di conseguenza, è stata rimossa dall’App Store in Cina. Quando la situazione dovesse cambiare, l’App Store offrirà nuovamente l’app del New York Times per il download in Cina», è stata la spiegazione data da Fred Sainz, portavoce del colosso statunitense, sentito dallo stesso quotidiano. 

Ecco perché la Cina censura il Nyt

Dunque, la casa della mela ha deciso di non fare alcuna questione di principio sulla libertà degli utenti, come aveva fatto, per esempio, sulla privacy quando l’Fbi chiese di sbloccare l’accesso ai cellulari nelle indagini anti-terrorismo. E, oltre alla spiegazione del suo portavoce, non ha fornito altri chiarimenti. Sulla vicenda manca ancora una nota ufficiale e manca, soprattutto, una indicazione su quali siano le normative violate.
Ciò che è certo è che per il governo cinese è prassi censurare le notizie dei media stranieri. Quanto al Nyt, poi, era finito nella black list di Pechino dopo la pubblicazione di un articolo sulle ricchezze della famiglia dell’ex premier Wen Jiabao. Era il 2012 e il sito del giornale venne bloccato. Proprio attraverso le App, però, gli utenti cinesi hanno continuato ad avere accesso alle informazioni del giornale. Così è arrivata la stretta sui dispositivi. E la Apple, il 23 dicembre, ha rimosso sia la versione in inglese sia in quella in cinese del software che consentiva di leggere il giornale.