Appendino santa subito? Ecco 10 motivi per fermare il processo di beatificazione

Secondo un recente sondaggio del Sole 24 ore sui sindaci d’Italia, Chiara Appendino sarebbe la più amata dagli italiani, come la pubblicità di una nota marca di cucine. Appendino santa subito? Non è il caso, visto anche i precedenti. Nel 2014, ad esempio, al primo posto c’era il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, caduto rapidamente in disgrazia. Ecco, dunque, dieci ragioni per cui il processo di beatificazione del sindaco di Torino va perlomeno sospeso.

1) Appendino figlia dei poteri forti

Chiara Appendino è figlia di Domenico Appendino, un big di Confindustria, un imprenditore che della flessibilità dei lavoratori e della delocalizzazione ha fatto il suo punto di forza, tanto da avere investito massicciamente in Cina. Appendino è dunque espressione dei poteri forti e lo è all’ennesima potenza (non è un mistero che sia molto cara alla famiglia Agnelli). Una figura ben mascherata dietro gli slogan grillini.

Chiara Appendino è cara alla famiglia Agnelli, ha lavorato anche alla Juventus

Chiara Appendino è cara alla famiglia Agnelli, ha lavorato anche alla Juventus

2) Appendino e le polemiche sullo stipendio da sindaco

“Non solo figlia di…” ma anche “moglie di…” Nel periodo in cui è stata consigliere comunale è incappata in un piccolo incidente di percorso. Assunta nell’azienda del marito, Marco Lavatelli nella Lavatelli srl, non fa una figura elegantissima con i 23 mila euro di “permesso retribuito” che l’azienda del consorte incassa ogni anno dal Comune  di Torino. E adesso che è sindaco non rinuncia allo stipendio. Anzi, la francescana morigeratezza richiesta agli altri a lei viene risparmiata. Come mai?

3) Appendino e il Salone del libro

Nel periodo in cui la Appendino è sindaco di Torino, la manifestazione fiore all’occhiello della città, il Salone del libro, subisce ora la concorrenza di Milano. Fosse capitato a un altro sindaco, il malcapitato sarebbe finito sulla graticola. La Appendino ne esce indenne, come se non avesse alcuna responsabilità. Ma in genere tutte le politiche culturali della giunta Appendino sono piuttosto opache e sono state criticate in più di un’occasione dall’opposizione.

5) Appendino e la trasparenza

La trasparenza invocata dal M5S, a Torino è diventata improvvisamente un tema poco urgente. I giornalisti – come ha denunciato il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino – che arrivano in consiglio comunale ora vengono schedati e monitorati nei loro spostamenti. Non era mai successo prima. La scusa? “Motivi di sicurezza”.

6) Appendino e le interviste pilotate

Perché la Appendino esce sempre bene dalle interviste? Perché è impossibile intervistarla. Chiedete all’inviato del Tg1 e alla Federazione nazionale della Stampa. Il giornalista si è sentito dire che le domande al sindaco non poteva farle lui, ma l’addetto stampa del sindaco. Alla faccia della trasparenza.

7) Appendino e la bugia sui 18 milioni

Tra i grandi successi rivendicati dalla giunta Appendino, in maniera spregiudicata si è attribuita 18 milioni per il Piano periferie stanziati dal governo prima che lei arrivasse sulla poltrona di sindaco. Come denuncia Osvaldo Napoli di Forza Italia la Appendino è numero uno di faccia tosta. 

8) Appendino e le politiche di sinistra

Le nozze gay e le nuove famiglie con genitore 1 e genitore 2 sono state una delle priorità della giunta Appendino. Gli elettori di centrodestra (o decisamente di destra) che l’hanno votata non si aspettavano una virata del genere e si sono invece ritrovati una versione in rosa di Fassino e Chiamparino.

Appendino celebra le unioni civili

Appendino celebra le unioni civili

9) Appendino e la passione per i viaggi

I giornali segnalavano (giustamente) tutte le volte che il sindaco di Roma Ignazio Marino andava all’estero. La giunta Appendino non è da meno: solo per il 2016 una delegazione è stata ad agosto ad Amsterdam, a settembre in Cina, mentre ai primi di ottobre la Appendino è volata a Dubai e il mese dopo è andata a Londra. Alla fine di ottobre è volato invece a Tokyo il vicesindaco Guido Montanari. Se il M5S fosse stato all’opposizione avrebbe chiesto conto di quanto sono costate queste trasferte. Ma ora è in maggioranza e il problema non va più posto.

10) Il vice della Appendino e l’autoblu

A proposito del vice della Appendino, Montanari è scivolato su una situazione non elegantissima. La sua autoblu (perché la Appendino e i suoi assessori grillini viaggiano in autoblu) ha occupato il posto degli handicappati. Proprio mentre la Appendino dichiarava pubblicamente guerra alla sosta selvaggia. Un’altra gaffe. Abbiamo elencato dieci motivi, ma la lista sarebbe molto più lunga. Ecco perché proclamare Appendino “santa subito” è perlomeno affrettato.