Alunno costretto a mangiare in strada la “schiscetta”: bufera sulla scuola

L’episodio di un ragazzino di 11 anni che la scuola media ha fatto uscire per la pausa pranzo perché aveva la «schiscetta» – termine milanese che indica la merenda portata da casa – senza avvisare la famiglia tiene ancora banco. È accaduto nella scuola media Ada Negri di San Siro, dove un ragazzino di 11 anni sarebbe stato fatto uscire dall’istituto e mandato in strada per consumare il pasto portato da casa per pranzo. I genitori hanno protestato trattandosi della sorveglianza di un minore.

L’elemento grave- ha spiegato la vice sindaco di Milano e assessore all’Educazione, Anna Scavuzzo – non è tanto la ‘schiscetta’, quanto il fatto di far mangiare un alunno minorenne fuori da scuola e senza avvisare la famiglia”. Luisa Martiniello, la preside al primo incarico, dal suo insediamento, il 25 novembre 2015, ha avuto diverse segnalazioni, da genitori e insegnanti. «Almeno una telefonata dalla scuola potevano farmela, si tratta della sorveglianza di un minore — racconta il papà dello studente —. Avevo raccomandato a mio figlio di rimanere nell’istituto. La circolare inviata a casa dava ai ragazzi l’autorizzazione a uscire, non parlava di obblighi. Un’insegnante ci aveva detto che era possibile restare in classe». 
Alcune famiglie hanno fatto cambiare istituto  ai loro figli nei mesi scorsi e raccontano «di un clima invivibile e di più irregolarità segnalate al provveditore. Dall’arrivo della preside poi è scattato il divieto di usare il cortile scolastico, il no alle feste di fine anno con torte portate da casa, un registro da firmare per chi entra ed esce, la sospensione delle prove dell’orchestra di ex studenti Pepita nei locali della struttura in piazza Axum», si legge sulla ricostruzione del “Corriere di Milano”. La preside Martiniello si difende così:  « Cerco di applicare le norme. Il cortile è chiuso perché manca un documento di collaudo dopo i lavori conclusi nel 2014. Il registro? Serve a regolare il flusso di persone. Il divieto alle torte da casa? Introdotto dopo la lamentela della mamma di uno studente celiaco. E a ostacolare le prove dell’orchestra era un problema di burocrazia, ora superato». Rimane la questione del ragazzino minorenne messo alla porta con il panino. Una faccenda difficilmente giustificabile.