Alfano fa il processo a Putin: «Non è ancora il caso di invitarlo al G7»

«Dobbiamo accelerare su espulsioni e rimpatri. Sono al lavoro per concludere accordi che diminuiscano gli arrivi impedendo le partenze». Anche Angelino Alfano si è accorto dell’emergenza immigrazione. Il ministro degli Esteri, in un’intervista a La Stampa parla della rivolta nel Centro di prima accoglienza di Cona, ripete gli slogan cari al Pd e alla Boldrini. L’Italia sul fronte immigrazione, dice il leader Ncd, si muove «con rigore e umanità» e ha salvato «molte vite», ma «non possiamo accettare da nessuno violazioni delle regole».

Alfano: “La risposta dell’Europa è lenta, i terroristi ne approfittano”

In particolare, spiega Alfano, «c’è un triangolo di Paesi fondamentale: il Niger, con cui siamo vicini a chiudere un accordo, la Tunisia e la Libia». «Non sono ancora soddisfatto di come vanno le cose: si può fare molto di più». L’ex ministro dell’Interno riconosce che c’è un problema a Bruxelles. Riguardo la cooperazione europea contro la minaccia del terrorismo islamista, «la parola chiave dei terroristi è velocità, quella che hanno avuto nell’organizzare attentati: non si può dire che la capacità di risposta dell’Europa sia stata paragonabile». «Conosco i tempi dello Stato di diritto, ma qui ci sono le lentezze, le balbuzie di Stati che non scambiano informazioni. Dobbiamo rilanciare l’idea di una difesa comune», prosegue Alfano, anticipando che «l’anniversario del Trattato di Roma, a marzo, non sarà una liturgica commemorazione ma un energico rilancio del progetto
europeo».

Alfano snobba Putin: “E’ precoce ipotizzare un suo invito al G7”

Per Alfano è ancora «precoce» ipotizzare «un invito a Vladimir Putin per il G7 di Taormina». Poco importa che la Russia sia strategica nella lotta all’Isis. «Ci sono in piedi le sanzioni e c’è in corso il riconoscimento – generoso da parte di alcuni, stentato da altri – di quanto Mosca ha fatto per il cessate il fuoco in Siria». Quanto al miglioramento dei rapporti con la Russia, Alfano sottolinea che «siamo stati i primi a dire no a un rinnovo automatico delle sanzioni».