Alemanno: «Colosseo sfregiato, Roma precipita. La Raggi assiste inerme»

Lo sfregio perpetrato contro il monumento più rappresentativo di Roma grida vendetta e non si placano le polemiche sul livello di trascuratezza in cui versa la Capitale: “Il Colosseo sfregiato con due scritte in vernice nera fa male alla città di Roma e ai romani. Possibile che non si riesca neppure a tutelare uno dei monumenti più famosi al mondo? L’amministrazione guidata da Virginia Raggi e il governo quali  misure di sicurezza intendono adottare per tutelare il patrimonio artistico della Capitale? Non possiamo assistere inermi al declino della città più bella del mondo”. Lo sfogo è dell’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Non solo il Colosseo

Due scritte di colore nero erano  comparse su un pilastro dell’anfiteatro Flavio: in una si legge ‘Morte’ e nell’altra ‘Balto’. Ma la cosa ancora più inquetante è che si tratta solo dell’ultimo caso di arte violata nella Capitale per mano di vandali. Ecco alcuni precedenti.

– 14 NOVEMBRE 2016: Danneggiata la statua dell’Elefante di piazza della Minerva. Dalla celebre scultura del Bernini che sorregge l’obelisco al centro della piazza viene staccato un frammento: si tratta di una parte della zanna, trovata a terra dai vigili urbani del gruppo Trevi.

– 30 SETTEMBRE 2016: Due statue vengono danneggiate nella basilica di Santa Prassede, nel centro di Roma. Il vandalo, preso il giorno successivo, viene ritenuto responsabile anche dei danneggiamenti avvenuti in altre tre chiese: San Martino ai Monti San Vitale e San Giovanni in piazza dell’Oro.

– 7 FEBBRAIO 2016: Il Palazzo della Civiltà italiana all’Eur viene preso di mira dai vandali che danneggiano alcuni gradoni.

– 22 SETTEMBRE 2015: Una turista austriaca viene sorpresa da personale della vigilanza interna del Colosseo mentre sta incidendo le lettere ”M.D.S.” con un coltellino svizzero, su un pilastro. A giugno dello stesso anno altre due persone, un 22enne libanese e un calciatore bulgaro, vengono bloccati in due diversi episodi per simili sfregi al
monumento.

Come si vede molti sfregi  sono precedenti all’amministrazione Raggi, e appunto per questo la sindaca avrebbe potuto e divuto rivedere le priorità di una città come Roma e decidere di mettere la tutela del patrimonio dagli atti vandalici. In realtà, la Raggi non decide nulla. E si vede…