Abitudini alimentari, alla Campania la “maglia nera” dell’obesità infantile

Un convegno che si è svolto ieri a Napoli lo ha chiarito e sentenziato: i dati sull’obesità infantile attribuiscono alla Campania la “maglia nera” del Belpaese, con un bambino su 2 che ha seri problemi con la bilancia. 

Dieta mediterranea antidoto all’obesità infantile

Dunque, si è discusso di obesità infantile e di come prevenirla, ieri a Napoli, durante un convegno presso il Punto Luce del quartiere Sanità, promosso dalla Clinica Mediterranea. Professori, medici ed esperti del settore si sono confrontati sui dati della Campania, da cui è rosultato che il 13,7 % dei bimbi è obeso, con il rischio di incorrere in gravi patologie. Dati che hanno generato un allarme nel mondo della pediatria italiana, tale da riflettere sulle possibili  cause, ma anche sulle soluzioni. Prima tra tutte, quella intestata a prevenire l’obesità infantile attraverso la dieta mediterranea. Questo, allora, quanto suggerito in prima istanza dagli organizzatori del dibattito, ma anche dal gruppo di esperti che ha redatto un manuale sulla dieta con una prospettiva pediatrica. Autrice del volume è Raffaella De Franchis, pediatra di famiglia che, grazie al lavoro del suo team, ha elencato 10 consigli per una corretta alimentazione, oltre a una serie di consigli utili. «In Campania ci sono cattive abitudini alimentari – afferma De Franchis – ecco perché la regione ha più bambini obesi che il resto d’Italia. Si ingeriscono più facilmente cibi spazzatura, si utilizzano più facilmente bevande zuccherine durante i pasti, si mangia troppo a colazione e nei primi anni di vita al neonato vengono date troppe proteine»

La abitudini alimentari già nell’allattamento

I pediatri di famiglia della provincia di Napoli  hanno costituito un gruppo di lavoro denominato “Dieta mediterranea in pediatria” che si propone di promuovere la dieta mediterranea come corretto stile alimentare agendo sulle abitudini alimentari della madre già durante l’allattamento, e proseguendo poi sul bambino fin dalle prime fasi dello svezzamento. «Andrebbe disincentivato l’utilizzo di zuccheri bassi nei neonati – ha spiegato allora la De Franchis – non solo per le calorie, ma anche per la propensione al gusto che viene acquisito dal nascituro durante la  gravidanza. È importante che la madre si renda conto dell’importanza dello strumento che possiede, quello di insegnare al proprio figlio una corretta alimentazione. Per questo è necessario comprendere che il cibo non può essere utilizzato come ricompensa. Anzi, un atteggiamento simile risulta dannoso con il trascorrere degli anni». E allora, in questo contesto, va detto che la dieta mediterranea si è dimostrata il miglior modello alimentare per la prevenzione di malattie cronico-degenerative come le patologie cardiovascolari, il diabete, l’obesità e il cancro. Per questo, ha poi concluso la De Franchis, «ricorderò sempre l’importanza di mangiare frutta e verdura, così come la possibilità di utilizzare erbe aromatiche e spezie».