A Monfalcone la sindaca-sceriffa sega le panchine e piazza sensori anti-pipì

Sessanta telecamere per la sicurezza in grado di riconoscere le persone anche al buio e a distanza, dissuasori a punta in funzione anti-bivacchi, sensori anti-pipì che sparano fasci di luce nelle zone d’ombra usate con cessi pubblici, ma anche panchine di legno segate, in piazza della Repubblica, a Monfalcone, per evitare che barboni e migranti senza permesso possano trasformarli in ricoveri notturni. Il sindaco di centrodestra, Anna Cisint, che solo due mesi fa aveva strappato la cittadina ai “rossi”, con una storica vittoria ai danni dell’ex sindaco  Silvia Altran, ha varato la sua manovra “tolleranza zero” e i cittadini plaudono. Solo a “Repubblica” l’iniziativa non piace e dedica alla sindaca-sceriffa un corsivetto al veleno nelle pagine di politica nazionale…

A Monfalcone la destra vuole ordine
e legalità contro i bivacchi dei migranti 

A piazza della Repubblica, oltre a un progetto per creare nuovi parcheggi e riqualificare il centro, salteranno le panche di legno, definite «panche da morto» dal sindaco Cisint e arrivano anche le le telecamere non solo a scopo dissuasivo, ma “utili a potenziare l’opera di monitoraggio e controllo da parte dei vigili”, soprattutto per prevenire situazioni di rischio, come liti e risse molto frequenti in zona. Scattano anche nuove regole anti-bivacco con un sistema di dissuasori di sedute e sensori che indagano negli angolini alla ricerca di incivili che urinano in pizza. Sgomberato anche  lo spazio pubblico prospiciente il bar gestito dai bengalesi davanti al campanile, per il quale l’amministrazione comunale ha negato l’autorizzazione alla sistemazione di sedie e tavolini, autorizzazione peraltro mai conseguita. Un monito al rispetto delle regole tutti, in  un paese di 27mila abitanti con il 20% di stranieri.