Venezuela, i chavisti vogliono zittire pure il Vaticano: «Taccia su di noi»

Ha provocato una dura reazione del partito chavista una lettera inviata dal segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, al presidente venezuelano Nicolas Maduro, alla vigilia di un nuovo incontro fra l’esecutivo e l’opposizione. Parolin – è stata l’accusa del governo di Caracas – «è di parte» e il Vaticano «vuole mettere sotto tutela il Paese».

La Segreteria di Stato Vaticano chiede garanzie

Nella lettera, il cui testo non è stato reso noto per intero, Parolin esige dal governo di garantire quattro condizioni: autorizzazione dell’invio di assistenza umanitaria, definizione di un cronogramma elettorale, restituzione delle sue facoltà al Parlamento, in mano all’opposizione, e liberazione dei prigionieri politici. Richieste che hanno mandato su tutte le furie il numero due del chavismo, Diosdado Cabello. «Il Papa non ha mandato nessuna lettera, l’ha mandata il signor Parolin, che manca totalmente di rispetto». Per Cabello, inoltre, «è da irresponsabili credere che dal Vaticano possono tutelare il Venezuela. Lei si sbaglia, signor Parolin, noi non accettiamo la tutela di nessuno».

Il governo chavista accusa Parolin

«Noi non ci immischiamo nelle faccende interne del Vaticano, con i preti accusati di pedofilia», ha poi aggiunto il dirigente chavista, che ha accusato Parolin di aver «militato» con l’opposizione quando era nunzio apostolico a Caracas. «Lui è già stato qui, ha passato due anni militando con questi squallidi, non mi stupisce affatto questo suo atteggiamento. Questo signore – ha concluso Cabello – era un vero difensore della loro causa, andava a tutte le riunioni della destra venezuelana».