Un’altra Nizza nel cuore dell’Europa. L’Italia innalza il livello dell’allerta

I buonisti europei spengono le luci per Aleppo, contro i “cattivi” Assad e Putin, e l’Isis ci ricorda chi è il vero nemico dell’Occidente: non Putin, non Assad, non Marine Le Pen e neanche Donald Trump. Il vero nemico della civiltà, della nostra civiltà, sono i terroristi islamici. Impossibile davvero non pensare subito all’attentato di Nizza del 14 luglio scorso. Dinamica simile e stesso obiettivo, un camion contro la folla per uccidere il maggior numero possibile di persone. Difficile credere a un incidente, soprattutto dopo la rivendicazione dell’Isis: perché quello di stasera contro un affollato mercato di Natale – seppur ancora in mancanza di conferme ufficiali – assomiglia molto a un attentato islamico. E al contrario di quello in Francia, era temuto ma non inaspettato, dopo ripetute minacce e attacchi sventati. Il 26 novembre e il 5 dicembre a Ludwigshafen, nel sud ovest della Germania, un baby terrorista di 12 anni già radicalizzato e legato all’Isis aveva tentato la strage in un mercatino di Natale. Aveva piazzato per due volte una rudimentale bomba imbottita di chiodi che non era riuscito a far esplodere. Pochi giorni prima, il 19 novembre, l’arresto di 7 terroristi islamici tra Marsiglia e Strasburgo, quasi tutti di ritorno dalla Siria e con contatti con il commando del Bataclan, aveva sventato attacchi simultanei nella stessa Marsiglia e a Parigi. Nel mirino Disneyland Parigi, i mercatini di Natale sugli Champs-Elysees, bistrot e stazioni metro. Che le feste di Natale in Europa fossero a rischio attentati lo si sapeva. Il 22 novembre il Dipartimento di Stato Usa aveva diffuso un warning diretto ai cittadini americani in viaggio in Europa: prestare la massima attenzione non solo nei Paesi già colpiti da attentati di Isis e lupi solitari radicalizzati ma in tutta il vecchio continente. Secondo l’Amministrazione americana, le informazioni sulla possibilità di attacchi sul territorio europeo erano fondate e credibili. Come l’attacco in Germania dimostra.

Era partito dall’Italia il camion-killer

Il camion con targa polacca che ha causato una strage al mercato di Natale di Berlino era partito dall’Italia per fare rientro in Polonia. Lo scrive il Guardian, per il quale il mezzo doveva fermarsi a Berlino per consegnare il carico ed il conducente, cugino del proprietario dell’azienda di trasporti polacca, aveva detto di volersi fermare per la serata. Ci sono forti sospetti, afferma il Guardian online, che il mezzo si stato rubato durante il viaggio. Misure di sicurezza antiterrorismo rafforzate in Italia in prossimità delle feste natalizie e nuovi specifici interventi verranno attivati in seguito ai fatti di oggi di Berlino e Ankara. Gli investigatori italiani sono in contatto con le autorità tedesche per assumere informazioni più dettagliate su quanto accaduto. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, e il capo della polizia, Franco Gabrielli, in contatto con i vertici dei servizi, stanno esaminando la situazione man mano che arrivano gli aggiornamenti. Già domani potrebbe riunirsi al Viminale il comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) per valutare lo stato della minaccia. L’intelligence è da tempo in stato di massima allerta: l’offensiva della coalizione anti-Isis in Siria e in Iraq ha infatti accresciuto i rischi di azione terroristiche in Occidente, anche ad opera dei cosiddetti returnees, cioè combattenti in fuga dai teatri di guerra. Sul web e sugli organi di propaganda islamisti ci sono martellanti inviti a colpire. Il camion contro la folla al mercatino di Berlino richiama l’analoga azione di Nizza e risponde ad una precisa indicazione data dai portavoce dell’Isis. A confermare l’attivismo propagandistico in rete, anche un video sottotitolato in italiano mostrato da La7 in cui l’Isis chiama alle armi. Come in altre occasioni, anche questo filmato è stato sottoposto ad un attento monitoraggio da parte dell’ intelligence. Venerdì scorso al Viminale si è riunito il comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro Minniti, che si è concluso con la disposizione a “mantenere alto il livello di attenzione e vigilanza”. In vista delle festività natalizie è stato attuato un piano per garantire la massima efficienza dei dispositivi di prevenzione e controllo del territorio. A prefetti e questori è stato chiesto di rafforzare i servizi di controllo nelle aree che richiamano folle: centri commerciali, musei, stazioni, luoghi di culto, aree dello shopping natalizio. Non ci sono segnali specifici di allarme, ma lo scenario internazionale deteriorato può offrire l’occasione per l’attuazione di progetti terroristici.