Ucciso ingegnere tunisino di Hamas esperto di droni. È stato il Mossad?

È giallo sulla morte dell’ingegnere tunisino Mohammad al-Zawari (49 anni), esperto di droni e di tecnologia aerea, ucciso giovedì scorso da alcuni uomini in un agguato a Sfax. Secondo alcuni fonti, l’uomo – legato a quanto pare ad attività dell’ala militare di Hamas e non solo – sarebbe stato colpito dal Mossad. Ma ovviamente non c’è alcuna conferma da parte di Israele, né tracce di un possibile coinvolgimento del servizio segreto dello Stato ebraico. Oggi la tv di Hamas ha confermato che al-Zawari faceva parte del proprio braccio armato e che lavorava allo sviluppo di droni. Inoltre, secondo la stampa israeliana, aveva messo la propria esperienza in materia anche al servizio degli Hezbollah libanesi. Ieri sera Rached Ghannouchi, leader del partito islamico tunisino Ennhahda, ha denunciato i fatti evocando il terrorismo internazionale. E subito a ridosso dei fatti, il portavoce di Hamas Mushir al-Masri, in un’intervista a Tunisia Radio citata dal sito israeliano Ynetnews, ha detto che «l’unica entità che guadagna da questo assassinio è quella sionista».

Il portavoce di Hamas accusa il Mossad

E ha proseguito: «Il Mossad ha una storia di assassinii politici e ha nuociuto a tutti i musulmani e le persone libere nel mondo che hanno sviluppato capacità tecnologiche e militari, in particolare quelli coinvolti nei velivoli senza pilota. Il Mossad non è interessato ad avere una mente araba con conoscenza ed esperienza in questo campo». Sempre Ynet riferisce dell’intervista alla tv tunisina di Karim Abed Salam, persona ritenuta vicina ad al-Zawari, in cui l’uomo ha detto che l’ingegnere aveva «legami con Hamas, il regime siriano e quello iraniano prima della rivoluzione in Siria, ma nel 2011 ha deciso di lasciare il Paese in modo da non scegliere tra il regime e i ribelli». La vicenda – riportata ieri sera con grande evidenza dalla tv israeliana Canale 10 – oggi è ripresa da tutti i siti dei principali media dello Stato ebraico che aggiungono altri particolari: tra questi, il fatto che al-Zawari 5 giorni fa era tornato da un breve viaggio in Libano. In carcere ci sono, secondo il ministero dell’Interno di Tunisi, 5 persone, i media locali parlano invece dell’arresto di 7 persone di cui 3 di nazionalità straniera. Il ministero ha precisato inoltre che nelle vetture usate dal commando, prese in affitto, sono state ritrovate due pistole con silenziatore, telefoni cellulari ed altri oggetti legati all’omicidio.