Tutte le “sorprese” del voto regione per regione, partito per partito

Cosa raccontano i flussi elettorali sulla vittoria del No e la netta sconfitta dei sostenitori del Sì? Dall’analisi dei sondaggisti e degli istituti specializzati emergono dati di un certo interesse. 

Gli elettori di centro hanno tradito Alfano

In primo luogo, spiega Nando Pagnoncelli, c’è da valutare la capacità di mobilitazione dei vari partiti. Ebbene l’astensione più elevata riguarda quello di Angelino Alfano: il 20,4% degli elettori di Area popolare ha infatti disertato le urne, mentre per il No ha votato una fetta di elettorato centrista che oscilla tra il 48,7% e il 51,3%. Gli elettorati più mobilitati sono stati quelli di M5s e Lega. L’elettorato più fedele è stato quello del Pd dove il Sì ha prevalso con l’80,6% contro un 19,4% di No. Quest’ultima è dunque l’area di consenso su cui può contare la minoranza dem.

Forza Italia: un elettore su 4 per il Sì

In Forza Italia un elettore su 4 ha votato Sì nonostante le indicazioni di partito: un orientamento che sarebbe stato di sicuro maggiore se Berlusconi non fosse sceso in campo direttamente per il No frenando molti berlusconiani intenzionati a votare Sì. Comportamento di voto coeso in Fratelli d’Italia e tra gli elettori della lista Tsipras. 

Sud: il caso Salerno e quello di Benevento

Che il No abbia stravinto al Sud è ormai cosa nota, ma il No ha prevalso anche – come ricorda l’Istituto Cattaneo – nei grandi capoluoghi del Nord: da Torino (53,6%) a Venezia, Genova e Trieste (63,5%). Il No ha avuto un picco (62%) anche nella regione Veneto, guidata da Luca Zaia. Al Sud è particolarmente significativo il dato della Campania dove il Sì è andato molto male (31,5%) nonostante l’attivismo del governatore Vincenzo De Luca. Anche a Salerno, che è la sua città, il Sì si è fermato al 39,9%. Da segnalare infine il caso di Benevento, dove il No raggiunge il 70,8% nonostante la visita elettorale di Renzi. Un risultato su cui mette cappello il sindaco Clemente Mastella che dice: “E’ tutto merito mio”. 

Roma: col No che vince Raggi più salda 

A Roma il No si attesta al 59%. Il Sì vince di misura solo nei quartieri bene: centro e Parioli, mentre il No dilaga nelle periferie. A Tor bella Monaca, dove alle ultimi comunali Raggi aveva stravinto, il No ha toccato la cifra record del 70,8%. Soddisfatta la sindaca grillina, caduta in disgrazia agli occhi del leader Grillo, tanto che si era parlato di un “caminetto” sul caso Roma subito dopo il voto referendario. Mentre l’ex sindaco Ignazio Marino intravede già la possibilità di tornare in pista. Il direttore di Ipr Marketing Antonio Noto tuttavia avverte: il 15% dell’elettorato grillino non è fidelizzato e può cambiare orientamento da una consultazione all’altra.