Speranza: mi candido contro Renzi. Impresa titanica? Sono ottimista

«Arriverà presto il congresso Pd e io ci sarò, mi batterò. Con coraggio e umiltà. Chi mi conosce sa che non sono una prima donna. Ma credo che oggi il Pd deve cambiare. Non deve essere un uomo solo al comando, ma deve ricostruire un collettivo». Roberto Speranza, si autonomina portabandiera della minoranza dem e annuncia la candidatura alla segreteria contro il “monarca” Renzi che si gode il suo buen retiro toscano.

Speranza: sfiderò Renzi al congresso

Speranza: è consapevole dell’impresa titanica: «Guardando al sistema di potere di Renzi qualcuno penserà Davide contro Golia? Accetto la sfida e sono ottimista perché non sono solo». Al Pd serve una discussione vera sulla identità e prospettiva politica, aggiunge Speranza, «a Roma e in ogni singolo circolo. Non basta un votificio di una domenica mattina. Per me serve invece una vera e propria rifondazione del Pd, un congresso rifondativo, non improvvisato, che ci predisponga alla ricostruzione del centrosinistra. Di questo abbiamo bisogno. Non di una kermesse o di un plebiscito rivincita».

«Ho apprezzato Gentiloni»

«Ho apprezzato la sobrietà e lo stile del primo discorso alle Camere di Paolo Gentiloni», dice ancora davanti alla platea dell’evenoto di Sinistra riformista. «Era doveroso e naturale che un nuovo governo nascesse. Lo abbiamo detto dall’inizio. Noi ci siamo assunti la nostra parte di responsabilità. Ma senza cambiali in bianco. Serviva più coraggio. Noi abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere discontinuità nell’azione di governo. Guai a non comprendere a fondo il messaggio del 4 dicembre: sarebbe un errore mortale per il Pd. Per questo – continua Speranza – chiediamo al governo di non avere paura e di utilizzare il tempo che c’è per recuperare il consenso di una parte della nostra gente», Mai più la fiducia sulla legge elettorale: è stata una violenza al Parlamento che mi auguro non si ripeta mai più. Abbiamo fatto una battaglia contro l’Italicum, della prossima legge discuteremo. La minoranza dem rivendica la sua proposta: «Leggeremo con attenzione cosa scriverà la Corte. Ma una cosa voglio dirla subito: basta liste bloccate, basta nominati». Speranza attacca: «Voglio che il Pd cambi e ritorni nei luoghi dove oggi non sta più. Nelle scuole e nelle università, nelle fabbriche, nelle periferie, nelle aree del disagio, dove c’è chi non ce la fa più. È da questi luoghi che partirò da subito in un viaggio per l’Italia». Dopo di lui rincara la dose Michele Emiliano: «E se con noi venisse anche Enrico Rossi sarebbe ancora più bello, lui conosce la cucina del Nord che è più pesante della nostra..»