Era scomparsa vicino a un campo rom: trovata morta la studentessa cinese (video)

Il cadavere di una giovane donna dai tratti orientali è stato trovato nella notte dalla polizia in via Guglielmo Sansoni, in zona Tor Sapienza dove lunedì è scomparsa una studentessa cinese. Secondo quanto si è appreso, potrebbe trattarsi proprio della ragazza sparita nel nulla dopo essersi recata all’Ufficio Immigrazione. Sul posto il commissariato Prenestino e la Squadra Mobile. Il corpo era in un cespuglio e, dalle prime informazioni, sembra possa essere stato sbalzato da un treno in transito.

La studentessa cinese era appena uscita dall’ufficio immigrazione

 

Immagini delle telecamere di zona, analisi delle celle telefoniche e il racconto della coinquilina che l’ha sentita per l’ultima volta. Proseguono da qui, le indagini per far luce sulla morte di Zhang Yao, la studentessa cinese di 20 anni nella Capitale per frequentare un corso all’Accademia delle Belle Arti di via di Ripetta, sparita nel nulla lunedì dopo essersi recata all’Ufficio immigrazione di via Patini a Roma per ritirare il permesso di soggiorno per motivi di studio. Gli investigatori hanno ascoltato la coinquilina che ha dato l’allarme dopo aver ricevuto una telefonata dell’amica. «Aiuto, mi stanno aggredendo» avrebbe detto la studentessa prima che cadesse la linea. Sentiti anche altri amici della ragazza per ricostruire le ultime ore prima della scomparsa.  Al vaglio i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona e le celle telefoniche agganciate dalla 21enne con il cellulare. Si indaga anche nei campi nomadi, visto che proprio a ridosso dell’ufficio immigrazione c’è l’insediamento di via Salviati.

La studentessa cinese era figlia di un importante imprenditore mongolo

La ragazza era originaria della Mongolia, figlia di un facoltoso imprenditore locale. A Roma, dove aveva adottato il nome italiano Vanessa, viveva in una casa nel quartiere don Bosco con altre due ragazze cinesi. Intorno alle 12 di lunedì l’ultima telefonata, fatta alla coinquilina. Diceva che le era stata rubata la borsa in via Patini, che stava inseguendo i tre assalitori descrivendoli di carnagione scura. Poi la comunicazione si è interrotta. Fino al tragico ritrovamento del cadavere.