Romania, il presidente dice no a una premier islamica: è scontro duro

La Romania è alle prese con una complicata turbolenza politica, a circa tre settimane dal voto. Il presidente della Repubblica, il liberale Klaus Iohannis, ha bocciato la candidatura alla premiership dell’economista musulmana Sevil Shhaideh, proposta dai socialdemocratici vincitori alle urne in Romania. I socialdemocratici hanno risposto minacciando l’impeachment del capo dello Stato.

Lo scorso 11 dicembre le elezioni politiche della Romania avevano sancito il netto successo del partito socialdemocratico (Psd, erede del vecchio Pc romeno) guidato da Liviu Dragnea, che aveva staccato di oltre venti punti i liberali di Iohannis promettendo tagli alle tasse e aumenti delle pensioni. Tale risultato sembrava preludere alla nascita di un governo di centro-sinistra in Romania, insieme con i liberaldemocratici, entro Natale. Dragnea, non potendo diventare primo ministro perché condannato nei mesi scorsi per frode elettorale, ha scelto la 53enne Sevil Shhaideh, economista proveniente da una famiglia della minoranza tatara della Romania, che sarebbe stata la prima donna musulmana a guidare il governo romeno. Il presidente della Repubblica, invece, si è messo di traverso, limitandosi a spiegare di aver “valutato attentamente i pro e i contro”. E suggerendo ai socialdemocratici di dargli un altro nome. La reazione di Dragnea è stata durissima. Iohannis “vuole aprire una crisi politica”, ha detto, sottolineando che non ci sono motivi costituzionali per la sua decisione. E quindi il suo partito si riserva la possibilità di chiederne l’impeachment, caso sicuramente traumatico per una nuova democrazia come quella della Romania. Sevil Shhaideh è considerata un’amica intima del leader socialdemocratico, che è stato anche suo testimone di nozze, alimentando le speculazioni sul fatto che l’economista sarebbe potuta diventare un suo burattino una volta diventata primo ministro.