Rom “falsi poveri”: tra ville e auto, la Gdf gli sequestra 1,2 mln di € di beni

Ancora Rom “falsi poveri” con patrimoni da nababbi: due ville, nove auto e beni pari al valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro sequestrati dalla Guardia di Finanza di Piacenza a due famiglie di giostrai rom residenti a Cadeo. E la lista dei nomadi “nullatenenti”, in teoria, ma con ingenti beni al sole, di fatto, si allunga ulteriormente. Non è il primo caso, come noto, di tesori in beni immobili, parco auto e gioielli vari finito nel mirino delle Fiamme gialle e confiscati a famiglie rom che vivono – ed evadono – nel Belpaese: uuno degli ultimi casi registrati dalla cronaca, per esempio, risale appena a luglio scorso quando, su delega della Procura della Repubblica di Udine, Guardia di Finanza e Carabinieri eseguirono un sequestro di beni nei confronti dei cinque rom che potevano vantare al loro attivo tre abitazioni in provincia di Udine e sette automobili per un valore complessivo stimato di circa 500.000 euro

Ancora Rom “falsi poveri” con beni da nababbi

Anche stavolta, allora, almeno a quanto si può desumere da quanto fin qui trapelato, potrebbe essere stato il tenore di vita elevato a fronte di dichiarazione dei redditi da nullatenenti o giù di lì a far scattare le indagini. Non deve esserci voluto molto a mettere a confronto due elementi così contraddittori e arrivare al sequestro dei beni – appartamenti e automobili soprattutto – eseguito nei confronti delle due famiglie rom. Quindi, a far scattare il provvedimento, disposto dal Tribunale di Piacenza, gli sviluppi di un operazione di polizia economico-finanziaria, ribattezzata Ghost House, che – spiega una nota degli inquirenti – ha portato ad una «minuziosa ricostruzione del patrimonio illegalmente accumulato negli anni dalle famiglie ormai stanziali nel territorio». Nel dettaglio, gli accertamenti eseguiti dai finanzieri piacentini hanno consentito di individuare in capo alle due famiglie «un tenore di vita, disponibilità finanziarie ed un patrimonio assolutamente sproporzionato e non giustificabile, tenuto conto che nessuno dei componenti le famiglie sottoposte a controllo dichiara redditi al fisco».

Il sequestro della GdF di Piacenza

Di fatto, scrive la Guardia di Finanza nella nota, «i finti poveri abitualmente dediti ad attività criminali, conducono infatti un elevato stile di vita, grazie al reimpiego dei proventi frutto delle attività delittuose». In particolare, viene spiegato ancora, i destinatari delle misure di prevenzione sono i due capofamiglia già noti per «truffa, associazione per delinquere, falso, furto, insolvenza fraudolenta e sostituzione di persona; reati per i quali i processi» che li hanno visti coinvolti «si sono conclusi con condanne definitive». Nell’ambito dell’operazione i finanzieri hanno sequestrato due ville di lusso con ampi giardini e piscina e nove automobili. Dai controlli è emerso, inoltre, come le ville fossero state realizzate in totale abusivismo e mai accatastate già dal 2009, anno in cui sono stati completati i lavori di costruzione e come fossero allacciate abusivamente alla rete elettrica pubblica. All’interno delle ville, al momento del loro ingresso, i finanzieri hanno trovato una decina di persone che non hanno opposto resistenza. Un copione che sembrea già letto, am che ad ogni nuova replica, non smette di idignare e lasciare sgomenti.