Renzi incassa la fiducia sulla manovra. Va al Quirinale e si dimette

«Legge di bilancio approvata. Alle 19 le dimissioni formali. Un grazie a tutti. Evviva l’Italia». Lo annuncia il premier Matteo Renzi su Twitter dopo il voto di Palazzo Madama. Il governo ha incassato la fiducia del Senato sull’articolo 1 della legge di bilancio che contiene la parte normativa della manovra. I sì sono stati 173 i no 108 senza astenuti. Ora si passa alla votazione sugli stanziamenti dei ministeri previsti dagli articoli 2 fino al 19.

Forza Italia: “No a una manovra fallimentare”

«Il nostro giudizio su questa legge di Bilancio non può che essere in netto dissenso per il merito e per i contenuti». Lo ha detto in Aula al Senato il capogruppo di Forza Italia Paolo Romani nel corso delle dichiarazioni di voto sulla fiducia alla manovra finanziaria annunciando il voto contrario degli azzurri. «Nessuno ha spiegato la dinamica di una legge di stabilità così fatta» Così il senatore Giovanni Mauro di Gal in Aula al Senato durante le dichiarazione di voto sulla manovra Finanziaria che afferma «è arrivato il tempo della serietà e delle assunzioni di responsabilità piena» e saluta “la serietà istituzionale del nostro presidente della Repubblica». Mauro sottolinea il «fallimentare della politica economica e sul lavoro di questo governo». «C’è Paese che langue, che soffre», aggiunge Mauro e «questa manovra non affronta nessuna di queste problematiche».

Dopo la manovra la Lega vuole andare subito al voto

«È paradossale affrontare una discussione sulla fiducia a sostegno di un governo dimissionario, sfiduciato e bocciato dagli italiani», dichiara Paolo Tosato senatore leghista capogruppo in commissione Finanze in Senato «Una situazione di incertezza causata esclusivamente da Renzi che non solo ha imposto una riforma costituzionale a senso unico che divideva il Paese ma ha anche deciso di tenere il referendum in piena sessione di bilancio». Per l’esponente leghista è «giunta l’ora di chiudere questo capitolo di 5 anni con governi che si sono avvicendati attraverso giochi di palazzo. La parola passi ora al popolo al più presto e i cittadini tornino a essere protagonisti della nostra democrazia attraverso il voto. Basta Renzi, subito al voto».