A Renzi brucia ancora la sconfitta e s’attacca a Checco Zalone

A Renzi proprio non è andata giù la sonora batosta patita al referendum del  4 dicembre. E ecco che cosa ha escogitato.    La Prima Repubblica di Checco Zalone è infatti  il brano che spunta a sorpresa nella colonna sonora dell’assemblea del Partito democratico. Poco prima della relazione del segretario apra l’assise del Pd, in platea risuonano le note della canzone dell’attore e regista pugliese. E la scelta tra i delegati non passa inosservata, visto il titolo del brano. A inserire la canzone nella colonna sonora della giornata, sarebbe stato lo stesso Matteo Renzi, che avrebbe chiesto di persona a Zalone il via libera per l’utilizzo della canzone.

Il messaggio di Renzi è abbastanza chiaro: visto che gli italiani non hanno voluto la sua riforma,  l’Italia è precipitata nuovamente nella Prima Repubblica. Ed proprio questo il concetto che Renzi ribadisce all’iniziod ella sua relazione: “Eravamo a un passo dalla Terza Repubblica e invece rischiamo di tornare alla Prima, senza la qualità della classe dirigente della Prima Repubblica”

E’ la classica  reazione, acida, di chi proprio non sa accettare la confitta. A Renzi, evidentemente, le batoste non fanno acquisire saggezza e umiltà. Peggio per lui. Se è così, allora, forse, al prossimo appuntamento del Pd, gli converrà portare, non Checco Zalone, ma Nanni Moretti: “Continuiamo così, a farci del male…”